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martedì 1 settembre 2026

Addio contanti? Come stanno cambiando i pagamenti e il nostro modo di usare il denaro

Introduzione

Per molti italiani pagare significa ancora prendere il portafoglio, tirare fuori una banconota o una carta e concludere l'acquisto. Ma dietro questo gesto apparentemente banale si sta verificando una trasformazione molto più profonda: il denaro sta diventando sempre più digitale.

Carte contactless, smartphone, bonifici istantanei, app bancarie e pagamenti online stanno rapidamente modificando le nostre abitudini. E il cambiamento non riguarda soltanto i giovani o chi fa acquisti su Internet.

Secondo i dati più recenti della Banca d'Italia, nel 2025 i pagamenti alternativi al contante sono cresciuti del 13% in volume rispetto all'anno precedente. Le carte rappresentano oltre il 70% dei pagamenti digitali e circa un quarto delle operazioni al POS viene ormai effettuato attraverso dispositivi mobili. Anche i bonifici istantanei sono diventati sempre più importanti, arrivando a rappresentare circa il 24% dei bonifici SEPA.

La domanda, quindi, non è più se i pagamenti digitali cresceranno. La vera domanda è: come cambieranno il nostro rapporto con il denaro nei prossimi anni?

Il contante non è morto, ma sta cambiando ruolo

Dire che il contante sta scomparendo sarebbe però sbagliato.

In Italia continua ad avere un ruolo importante, soprattutto per gli acquisti di importo ridotto. Le indagini sulle abitudini dei consumatori mostrano tuttavia una progressiva riduzione del suo utilizzo, accompagnata dalla crescita delle carte e dei pagamenti tramite smartphone.

Immaginiamo una persona che qualche anno fa prelevava 300 euro all'inizio del mese e utilizzava quelle banconote per buona parte delle spese quotidiane. Oggi potrebbe prelevare soltanto 50 o 100 euro e utilizzare la carta o lo smartphone per quasi tutto il resto.

Questo cambiamento produce anche un effetto psicologico.

Quando spendiamo una banconota da 50 euro, vediamo fisicamente diminuire il denaro nel portafoglio. Quando invece paghiamo 12,80 euro avvicinando lo smartphone al POS, la sensazione della spesa può essere molto meno evidente.

Ed è proprio qui che la tecnologia può diventare contemporaneamente una comodità e un rischio per il bilancio familiare.

Bonifici istantanei: il denaro viaggia sempre più velocemente

Una delle trasformazioni più importanti riguarda i bonifici.

Grazie alla normativa europea sui pagamenti istantanei, il trasferimento di denaro è diventato sempre più rapido e sicuro. Una delle novità più importanti è entrata in vigore il 9 ottobre 2025, quando è diventato operativo per i bonifici SEPA il servizio di verifica del beneficiario, conosciuto come Verification of Payee.

Prima di effettuare un bonifico, il sistema può verificare la corrispondenza tra il nome del beneficiario e l'IBAN indicato, aiutando a individuare errori o tentativi di frode.

Questo è particolarmente importante perché la velocità ha un rovescio della medaglia.

Se inviamo 1.000 euro con un bonifico tradizionale, abbiamo magari più tempo per accorgerci di un errore. Con un bonifico istantaneo, invece, il denaro può arrivare praticamente subito.

Per questo motivo la digitalizzazione dei pagamenti non significa semplicemente “pagare più velocemente”. Significa anche imparare a gestire il denaro con maggiore attenzione.

Il vero problema non sarà la tecnologia, ma il comportamento

Qui possiamo fare una considerazione più ampia.

La mia teoria è che nei prossimi anni la differenza tra chi gestirà bene il proprio denaro e chi avrà difficoltà finanziarie dipenderà sempre meno dalla capacità di utilizzare una banca e sempre più dalla capacità di controllare il proprio comportamento finanziario.

Pensiamo a una famiglia con 2.000 euro di entrate mensili.

Se utilizza il contante, potrebbe avere la percezione di avere ancora 500 euro disponibili perché li vede materialmente nel portafoglio.

Con carte, smartphone e pagamenti automatici, invece, potrebbe effettuare dieci acquisti da 15-30 euro senza quasi accorgersene. Alla fine del mese, quelle piccole spese potrebbero essere diventate 250-300 euro.

Non è colpa della carta.

Il problema è l'assenza di controllo.

La tecnologia rende il pagamento più semplice, ma non rende automaticamente più semplice risparmiare.

Anzi, potrebbe accadere il contrario: più il pagamento diventa invisibile, rapido e indolore, maggiore sarà la necessità di utilizzare strumenti di controllo come notifiche bancarie, budget mensili e monitoraggio delle spese.

E la sicurezza?

Un altro aspetto fondamentale è quello delle frodi.

La buona notizia è che i pagamenti digitali non sono necessariamente poco sicuri. Secondo la Banca d'Italia, nel secondo semestre 2025 il valore delle operazioni fraudolente complessive è stato pari a circa 3 euro ogni 100.000 euro transati, cioè lo 0,003%. Per i bonifici istantanei il tasso era più elevato, pari a 28 euro ogni 100.000 euro, ma in forte diminuzione rispetto al semestre precedente.

Il problema più difficile da contrastare, però, non è sempre il furto della carta.

È la manipolazione del cliente.

Una persona può ricevere un SMS apparentemente proveniente dalla banca, telefonate fraudolente o messaggi che la convincono a effettuare volontariamente un pagamento verso un truffatore.

La tecnologia può quindi proteggere il sistema, ma non può sostituire completamente l'attenzione dell'utente.

Conclusione operativa: il portafoglio diventa digitale, il controllo deve restare umano

Il futuro probabilmente non sarà caratterizzato dalla completa scomparsa del contante. Più realisticamente, assisteremo alla convivenza di diversi strumenti: banconote, carte, smartphone, bonifici istantanei e nuovi sistemi di pagamento.

Per il cittadino questo significa una cosa molto semplice: non basta sapere come pagare, bisogna sapere quanto si sta spendendo.

Una buona abitudine può essere quella di controllare almeno una volta alla settimana i movimenti del conto e classificare le spese in tre categorie: necessarie, discrezionali e ricorrenti.

Se, per esempio, scopriamo di spendere 180 euro al mese in piccole spese apparentemente insignificanti, possiamo decidere consapevolmente se quella cifra è compatibile con i nostri obiettivi.

La vera rivoluzione dei pagamenti digitali, quindi, non consiste soltanto nel poter pagare con uno smartphone.

Consiste nel fatto che il nostro denaro sta diventando sempre più veloce, invisibile e interconnesso.

E più il denaro diventa facile da usare, più diventa importante imparare a gestirlo.

Tu preferisci ancora utilizzare il contante oppure ormai paghi quasi tutto con carta o smartphone? Raccontacelo nei commenti.

venerdì 11 novembre 2022

L'uomo che ha perso più soldi nella storia in un solo giorno

"Storie di tutti i giorni" cantava Riccardo Fogli.
Ma non è questo il caso.
Anche se è una storia dei nostri giorni.

Particolare, veramente.

Di che parliamo? 
Di un giovane signore americano, al secolo Sam Bankman-Fried, che ha stabilito un record assoluto.

E' diventato colui che ha perso più soldi, come singolo individuo, in un solo giorno nella storia umana.

Parliamo di aver perso un valore stimato di 15 miliardi di dollari in un sol giorno.
Si, hai letto bene. Questo tizio ha perso 15 miliardi (non milioni, miliardi) di dollari in un sol giorno.

Ah, se sei preoccupato per lui, sappi che non è diventato povero, visto che è rimasto con 1 miliardo di euro di attivo ancora in suo possesso. Quindi probabilmente riuscirà a fare la spesa questa settimana.

Ma, a parte l'aspetto goliardico e quasi irriverente del fatto, che si presta a molteplici spunti di satira, la cosa dovrebbe farci fare e porre le giuste domande.

Questo blog nasce dall'idea di portare economia e finanza agli aspetti basici e comprensibili.

Quindi, cosa ne deduciamo?

Il senso comune di una persona comune si interroga e molti di noi si risponderanno che la cosa non è possibile. Come è possibile perdere o bruciare 15 miliardi di dollari in un giorno? Sembra strano. E in effetti lo è. Semplice.
Cosa abbiamo
Furto?
Incendio?
Alluvione?
Truffa?

Niente di tutto questo. La realtà, questa si amara e importante, è che al mondo ci sono moltissime persone che vengono ritenute ricche ma che poi, all'atto pratico, non lo sono.
Anche se lo sono.

Lo so. E' un paradosso. E infatti è questo paradosso che vogliamo esaminare.
Il signor Bankman-Fried è un grande investitore e proprietario di criptovalute. Il suo patrimonio e la sua ricchezza era dovuta al possesso di un portafoglio di questo tipo di valtte. Le criptovalute.... ricordi? Ne abbiamo parlato qui.
La questione è che se possediamo 100.000 sghenghi (nome inventato per dire una cosa) e il mercato (che è fondamentalmente un accordo non scritto) valuta ogni sghengo 100.00 euro, io avrò una ricchezza (potenziale) di 10 miliardi di euro. Ma se il mercato cambia idea, e il valore di uno sghengo crolla da 100.000 euro a 10 euro, io adesso avrò una ricchezza (sempre potenziale) di solo 1 milione di euro.

E così è andata al signore americano. 

La realtà è che stiamo entrando in un tunnel PERICOLOSISSIMO. Le persone ricche non sono più quelle che hanno beni di valore (terreni, case, industrie, macchinari, brevetti, formule) ma che hanno beni di valore stimato. E' tutto ormai una questione di valutazioni che si basano su valutazione che si basano su accordi che si basano su scommesse che si basano su andamenti di qualcosa. Che a volte sono cose concrete ma a volte no.

E' nostra opinione che dobbiamo svegliarci da questo specie di sogno. In cui la ricchezza (reale) viene ottenuta basandosi su produzione di cose intangibili.

Se la questione continua senza intervento non delle autorità ma nostro, si prepara un disastro.
Qui un approfondimento sulla notizia: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/la-storia-di-bankman-fried-il-miliardario-delle-cripto-che-ha-perso-il-94-dei-suoi-soldi-in-un-giorno/

GRAZIE MILLE PER L'ATTENZIONE

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