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martedì 11 agosto 2026

Perché la banca dice NO? I 7 fattori che decidono un finanziamento

Chiedere un finanziamento sembra, almeno in apparenza, una questione semplice: presento la domanda, dimostro di avere un reddito e, se posso permettermi la rata, ottengo il prestito.

Nella realtà non funziona esattamente così.

Una banca o una società finanziaria deve valutare il merito creditizio, cioè la capacità del cliente di restituire regolarmente quanto ricevuto. Per farlo considera diverse informazioni: reddito, debiti già esistenti, storia dei pagamenti e caratteristiche della richiesta. La Banca d'Italia conferma che questa valutazione viene effettuata anche attraverso banche dati come la Centrale dei Rischi e i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC).

Ma quali sono, concretamente, i fattori che possono trasformare un "sì" in un "no"?

1. Il reddito non basta: conta quanto reddito rimane

Avere uno stipendio di 1.800 euro al mese non significa automaticamente poter sostenere una rata di 500 euro.

La banca guarda alla situazione complessiva.

Immaginiamo due persone con lo stesso stipendio netto di 1.800 euro. La prima non ha altri finanziamenti; la seconda sta già pagando 300 euro al mese per un'automobile.

Se entrambe chiedono un nuovo prestito con una rata di 300 euro, il loro profilo non è equivalente: nel secondo caso gli impegni finanziari complessivi arriverebbero a 600 euro mensili.

È quindi più corretto pensare al reddito come a una capacità finanziaria disponibile, non semplicemente come a una cifra scritta sulla busta paga.

La mia prima considerazione è questa: la domanda giusta non è "quanto guadagno?", ma "quanto posso ragionevolmente destinare ogni mese al rimborso senza mettere sotto pressione il mio bilancio?"

2. La stabilità del reddito pesa

Due redditi identici possono avere un livello di affidabilità percepito molto diverso.

Un contratto di lavoro stabile, un'attività professionale consolidata o una pensione rappresentano situazioni differenti rispetto a un reddito appena iniziato, discontinuo o particolarmente variabile.

Questo non significa che un lavoratore autonomo o un dipendente con contratto a termine non possa ottenere un finanziamento. Significa piuttosto che il finanziatore deve valutare la prevedibilità delle entrate nel tempo.

Per un lavoratore autonomo, ad esempio, possono assumere particolare importanza la continuità dell'attività e la documentazione fiscale disponibile.

3. Gli altri finanziamenti possono cambiare completamente la valutazione

Questo è uno degli aspetti più sottovalutati.

Una persona può avere un buon reddito e una storia creditizia impeccabile, ma essere già fortemente impegnata con rate di mutuo, automobile, prestiti personali o altri strumenti di credito.

Ecco un esempio semplice.

Mario guadagna 2.200 euro netti e paga già:

  • 550 euro di mutuo;
  • 250 euro di finanziamento auto;
  • 100 euro di altro prestito.

Ha quindi già 900 euro di impegni mensili.

Se chiede un ulteriore finanziamento da 15.000 euro con una rata di 350 euro, il nuovo impegno porterebbe le rate complessive a 1.250 euro.

Il problema, quindi, potrebbe non essere l'importo richiesto in sé, ma la somma di tutti gli impegni finanziari.

4. La storia creditizia conta

Pagare puntualmente le rate è uno degli elementi più importanti nella costruzione di una buona storia creditizia.

La Centrale dei Rischi della Banca d'Italia offre una fotografia complessiva dei debiti verso il sistema bancario e finanziario; accanto a questa esistono i SIC, gestiti da soggetti privati. Queste informazioni aiutano gli intermediari a valutare la capacità di rimborso.

Un ritardo occasionale non equivale necessariamente a una bocciatura automatica. Tuttavia, una storia caratterizzata da ritardi significativi, insolvenze o difficoltà di rimborso può rendere più difficile ottenere nuovo credito.

È importante anche sapere che, se una domanda viene rifiutata sulla base della consultazione di una banca dati, il consumatore ha diritto a essere informato gratuitamente della banca dati consultata e del risultato della consultazione.

5. Anche l'importo e la durata della richiesta fanno la differenza

Chiedere 5.000 euro non è la stessa cosa che chiederne 40.000.

Ma c'è un'altra variabile fondamentale: la durata.

Una durata maggiore generalmente riduce l'importo della singola rata, ma aumenta il periodo durante il quale il debitore rimane esposto e, a parità di condizioni, può aumentare il costo complessivo degli interessi.

Supponiamo, a titolo puramente esemplificativo, un finanziamento di 20.000 euro.

Una rata ipotetica di 400 euro potrebbe essere sostenibile per una determinata persona, mentre 600 euro potrebbero risultare troppo impegnativi. Allungare la durata potrebbe ridurre la rata, ma non significa automaticamente che il finanziamento diventi economicamente migliore.

Per confrontare realmente due offerte bisogna guardare soprattutto al TAEG, che comprende il costo complessivo del credito e non soltanto il TAN. La Banca d'Italia raccomanda inoltre di utilizzare il documento SECCI per confrontare le caratteristiche delle diverse offerte.

6. La richiesta deve essere coerente con la situazione finanziaria

Qui arriviamo a un aspetto che considero particolarmente interessante.

Non conta soltanto quanto chiediamo, ma anche quanto la richiesta appare coerente con la nostra situazione complessiva.

Un finanziamento di 10.000 euro può essere assolutamente ragionevole per una persona e difficilmente sostenibile per un'altra.

Per questo motivo ritengo che una buona richiesta di finanziamento dovrebbe partire dal bilancio personale e non dal desiderio di ottenere una determinata somma.

In altre parole: prima si determina ciò che è sostenibile, poi si cerca il finanziamento più adatto.

È un approccio molto diverso dal chiedere semplicemente "qual è la rata massima che posso ottenere?".

7. Anche il profilo complessivo viene valutato

Infine c'è un elemento che spesso sfugge al consumatore: la banca non considera necessariamente ogni informazione in modo isolato.

Il merito creditizio è una valutazione complessiva della capacità di rimborso. Per questo reddito, anzianità lavorativa, debiti, storia creditizia, importo richiesto e durata possono interagire tra loro.

Non esiste quindi una formula universale del tipo "con 1.500 euro di stipendio posso ottenere X euro".

Questa è probabilmente una delle idee più importanti da comprendere: non esiste un diritto automatico al finanziamento semplicemente perché si possiede un determinato reddito.

Una novità da conoscere nel 2026

Il settore del credito al consumo è inoltre interessato da importanti cambiamenti normativi.

Dal 20 novembre 2026 inizieranno ad applicarsi le nuove disposizioni derivanti dalla direttiva europea 2023/2225, la cosiddetta CCD2, che sostituisce la precedente disciplina europea sul credito ai consumatori. In Italia il recepimento è stato attuato anche attraverso il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212. La nuova disciplina rafforza, tra l'altro, le tutele e la valutazione del merito creditizio.

È un segnale importante: il futuro del credito sembra andare sempre più verso valutazioni accurate della sostenibilità del debito, anziché verso la semplice concessione di denaro.

Educazione finanziaria in pillole

Prima di chiedere un finanziamento, prova a fare questo semplice esercizio:

reddito netto mensile – spese essenziali – rate già esistenti = disponibilità effettiva.

Non è una formula bancaria ufficiale e non permette di prevedere l'esito di una domanda, ma è un ottimo punto di partenza per capire se una nuova rata può essere sostenibile.

E soprattutto, non concentrarti soltanto sulla rata mensile: considera durata, TAEG e costo totale del finanziamento.

La conclusione

Una richiesta di finanziamento non dovrebbe essere vista come una gara tra cliente e banca, nella quale bisogna "convincere" qualcuno a concedere il denaro.

Dovrebbe essere, piuttosto, un'operazione finanziaria nella quale entrambe le parti cercano di capire se il debito è sostenibile.

La mia teoria è semplice: molti "NO" non nascono dal fatto che una persona abbia un reddito troppo basso, ma dal fatto che la richiesta non è sufficientemente equilibrata rispetto all'intero profilo finanziario del richiedente.

A volte può quindi essere utile non chiedersi soltanto "Perché mi hanno rifiutato?", ma anche "Come posso rendere più sostenibile la mia situazione finanziaria prima di presentare una nuova richiesta?"

Hai avuto esperienza con una richiesta di finanziamento? Hai un dubbio o una domanda? Scrivilo nei commenti.

lunedì 3 agosto 2026

Cosa sono i S.I.C. e perché dovresti prendertene più cura

La tua reputazione finanziaria vale più di quanto immagini

Molte persone scoprono l'esistenza dei S.I.C. (Sistemi di Informazioni Creditizie) soltanto quando una banca rifiuta una richiesta di prestito o di mutuo. In realtà, questi archivi fanno parte della vita finanziaria di milioni di italiani e possono influenzare l'accesso al credito molto più di quanto si pensi.

Contrariamente a un luogo comune molto diffuso, i S.I.C. non raccolgono solo informazioni "negative". Registrano anche i finanziamenti rimborsati regolarmente e possono contribuire a costruire una buona reputazione creditizia. Per questo motivo è importante conoscere il loro funzionamento e imparare a gestire correttamente il proprio profilo finanziario.

Cosa sono i Sistemi di Informazioni Creditizie

I Sistemi di Informazioni Creditizie sono banche dati utilizzate da banche e società finanziarie per valutare il rischio prima di concedere un finanziamento. Quando richiedi un prestito personale, un mutuo, un finanziamento per acquistare un'auto o persino uno smartphone a rate, l'intermediario consulta normalmente uno o più S.I.C.

Lo scopo è semplice: verificare se il richiedente ha già altri debiti, se in passato ha pagato con regolarità oppure se si sono verificati ritardi o insolvenze.

Tra i sistemi privati più conosciuti in Italia vi sono le banche dati gestite da operatori specializzati, mentre gli intermediari consultano anche la Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d'Italia, che ha finalità differenti e riguarda esposizioni di importo più rilevante.

Il trattamento dei dati è disciplinato dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), dal Codice Privacy italiano e dal Codice di Condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie, che stabilisce tempi di conservazione, diritti degli interessati e modalità di utilizzo delle informazioni.

Perché i S.I.C. possono fare la differenza

Immaginiamo due persone che richiedono entrambe un prestito di 15.000 euro.

La prima ha sempre pagato puntualmente le rate dei precedenti finanziamenti e non presenta ritardi.

La seconda ha accumulato alcuni ritardi di pagamento negli ultimi anni e ha saltato diverse rate prima di regolarizzare la propria posizione.

Pur avendo lo stesso reddito, è probabile che la banca consideri il primo cliente meno rischioso. Il risultato potrebbe essere un'approvazione più rapida, condizioni economiche migliori oppure un importo finanziabile più elevato. Al contrario, il secondo richiedente potrebbe ricevere un rifiuto oppure un'offerta con garanzie aggiuntive.

Anche una semplice richiesta di finanziamento viene normalmente registrata. Presentare contemporaneamente molte domande a diversi istituti può trasmettere l'impressione di una situazione finanziaria più delicata, motivo per cui è consigliabile evitare richieste multiple concentrate nello stesso periodo senza una reale necessità.

Come proteggere la tua reputazione creditizia

La buona notizia è che una reputazione creditizia si costruisce soprattutto con comportamenti semplici e costanti.

Il primo consiglio è rispettare sempre le scadenze delle rate. Anche un ritardo apparentemente modesto può essere segnalato secondo le regole previste dal Codice di Condotta.

È inoltre opportuno evitare di utilizzare tutta la propria capacità di indebitamento. Se il reddito mensile è di 2.000 euro e si stanno già pagando 900 euro di rate, una nuova richiesta di credito sarà valutata con maggiore prudenza rispetto a chi sostiene un impegno mensile di 300 euro.

Un'altra buona abitudine consiste nel controllare periodicamente i dati che ti riguardano. Ogni cittadino ha il diritto di richiedere gratuitamente l'accesso ai propri dati personali e di chiederne la correzione qualora riscontri informazioni inesatte o non aggiornate.

Infine, è bene conservare la documentazione relativa all'estinzione dei finanziamenti. In caso di contestazioni, avere ricevute e attestazioni può facilitare l'aggiornamento delle informazioni presenti negli archivi.

Attenzione alle tempistiche e ai tuoi diritti

Molti pensano che una segnalazione rimanga per sempre, ma non è così.

Le informazioni vengono conservate per periodi stabiliti dalla normativa e dal Codice di Condotta, che variano in funzione del tipo di evento registrato. Anche dopo aver estinto un finanziamento, alcuni dati possono restare consultabili per il tempo previsto dalle regole vigenti e poi vengono cancellati automaticamente.

Dal 1° gennaio 2026 continuano ad applicarsi le disposizioni del Codice di Condotta approvato dal Garante per la protezione dei dati personali, che disciplina le modalità di trattamento delle informazioni nei Sistemi di Informazioni Creditizie e tutela il diritto dei cittadini all'accesso, alla rettifica e, quando previsto, alla cancellazione dei dati.

Prima di presentare una domanda di mutuo o di prestito importante, può essere utile verificare la propria posizione con qualche settimana di anticipo. Un eventuale errore corretto in tempo può evitare ritardi nella pratica.

Conclusione operativa

La reputazione creditizia è un patrimonio invisibile, ma può incidere concretamente sulla possibilità di ottenere un finanziamento e sulle condizioni economiche applicate.

Prendersi cura dei propri dati nei Sistemi di Informazioni Creditizie significa pagare con regolarità, evitare richieste inutili di credito, controllare periodicamente le informazioni registrate e conoscere i propri diritti.

Educazione finanziaria in pillole

Un buon pagatore non è chi non ha mai chiesto un prestito, ma chi dimostra nel tempo di rispettare gli impegni presi. La fiducia degli intermediari si costruisce con comportamenti coerenti e responsabili, non con il reddito da solo.

Hai un dubbio sui Sistemi di Informazioni Creditizie o vuoi raccontare la tua esperienza con una richiesta di prestito?

mercoledì 24 giugno 2026

Mutui nel 2026: conviene rinegoziare il tasso o surrogare? Guida pratica per risparmiare davvero

Negli ultimi anni molte famiglie italiane hanno visto aumentare sensibilmente il costo del mutuo a causa dell'impennata dei tassi di interesse. Dopo la fase di rialzi avviata dalla Banca Centrale Europea per contrastare l'inflazione, il 2025 e il 2026 stanno mostrando uno scenario diverso, caratterizzato da una graduale riduzione del costo del denaro. Per questo motivo molti mutuatari si stanno ponendo una domanda concreta: conviene rinegoziare il mutuo con la propria banca oppure trasferirlo presso un altro istituto tramite surroga?

Capire la differenza può tradursi in un risparmio di migliaia di euro nel corso degli anni.

Perché oggi molti mutui possono essere migliorati

Quando i tassi erano ai massimi, numerosi mutui a tasso variabile hanno registrato aumenti consistenti della rata mensile. Anche chi ha sottoscritto un mutuo a tasso fisso durante i periodi meno favorevoli potrebbe oggi trovare condizioni più vantaggiose.

Immaginiamo un mutuo residuo di 120.000 euro con una durata ancora di 20 anni e un tasso del 4%. La rata mensile è pari a circa 727 euro.

Se il tasso venisse ridotto al 3%, la rata scenderebbe a circa 665 euro. Il risparmio sarebbe di circa 62 euro al mese, pari a oltre 740 euro all'anno.

Naturalmente ogni situazione è diversa, ma questi numeri aiutano a comprendere perché molte famiglie stiano rivalutando il proprio finanziamento immobiliare.

Rinegoziazione: la soluzione più semplice

La rinegoziazione consiste nella modifica delle condizioni del mutuo direttamente con la banca che lo ha erogato.

In pratica, il cliente chiede all'istituto di credito di applicare un tasso più conveniente o di modificare alcune caratteristiche del contratto, come la durata residua.

Il principale vantaggio è la semplicità dell'operazione. Non occorre cambiare banca e generalmente la procedura richiede meno documentazione rispetto a una nuova pratica di finanziamento.

Tuttavia, la banca non è obbligata ad accettare la richiesta. La decisione dipende dalle politiche commerciali dell'istituto e dalla posizione del cliente.

Per aumentare le probabilità di successo può essere utile confrontare preventivamente le offerte presenti sul mercato e presentarsi alla trattativa con dati concreti.

Surroga: quando il mercato offre condizioni migliori

La surroga, disciplinata dall'articolo 120-quater del Testo Unico Bancario, consente di trasferire gratuitamente il mutuo presso un'altra banca che offre condizioni più vantaggiose.

L'aspetto più interessante è che il cliente non sostiene costi notarili, penali o spese di estinzione anticipata. Tutti gli oneri dell'operazione sono a carico della nuova banca.

Facciamo un esempio.

Supponiamo che una famiglia abbia un mutuo residuo di 150.000 euro al tasso del 3,8% e trovi sul mercato una proposta al 2,9%.

Su una durata residua di 22 anni, il risparmio complessivo potrebbe superare i 20.000 euro tra minori interessi e rate più leggere.

Naturalmente occorre verificare attentamente il TAEG, che rappresenta il costo complessivo del finanziamento e consente confronti più corretti rispetto al solo TAN.

Le scadenze e i tempi da conoscere

Molti consumatori non sanno che la normativa prevede tempi precisi per la conclusione della procedura di surroga.

La banca originaria e quella subentrante devono completare il trasferimento in tempi contenuti e senza ostacolare il cliente. In caso di ritardi ingiustificati possono essere previste forme di risarcimento.

Nel 2026, inoltre, continua l'attenzione delle autorità di vigilanza verso la trasparenza delle offerte di credito e la corretta informazione ai consumatori. Prima di firmare qualsiasi proposta è fondamentale leggere con attenzione il Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES), documento che riassume tutte le condizioni economiche del mutuo.

Chi sta valutando una rinegoziazione o una surroga dovrebbe inoltre monitorare periodicamente l'andamento dei tassi e richiedere più preventivi, evitando di fermarsi alla prima proposta ricevuta.

Conclusione operativa

Se hai un mutuo acceso da alcuni anni, il 2026 potrebbe essere un buon momento per verificare se esistono condizioni migliori rispetto a quelle sottoscritte in passato.

La prima mossa consiste nel controllare il tasso applicato, il capitale residuo e la durata ancora da rimborsare. Successivamente puoi chiedere una proposta di rinegoziazione alla tua banca e confrontarla con eventuali offerte di surroga presenti sul mercato.

Anche una riduzione apparentemente modesta del tasso può tradursi in un risparmio significativo nel lungo periodo.

Educazione finanziaria in pillole

Quando confronti due mutui, non guardare soltanto la rata mensile. Verifica sempre il TAEG, le eventuali spese accessorie e il costo complessivo degli interessi da pagare fino alla scadenza. Una rata più bassa non sempre significa un mutuo più conveniente.

Hai un dubbio sulla tua situazione o vuoi raccontare la tua esperienza con una surroga? Scrivilo nei commenti.

martedì 3 gennaio 2023

Siamo davvero tutti uguali?

Il discorso dell'uguaglianza è un tema assai delicato e che tocca molteplici aspetti e aree della vita umana.

E' insito nella natura dell'uomo e della società umana interrogarsi e riflettere su questo aspetto. Questa è proprio una delle maggiori caratteristiche che ci contraddistingue come specie e che ci differenzia in modo sostanziale dal resto delle altre specie animali.

Nessun altro animale si interroga se lui sia uguale o diverso ad un altro membro della sua specie.

L'uomo si. Ed è giusto che così faccia. 

Ma ripartendo dal principio della correttezza della domanda, esaminiamo quanto differenti possono essere le risposte al quesito a seconda dell'ambito in cui ci collochiamo.

I diritti, ad esempio. Appare ovvio che dinnanzi al rispetto dei diritti fondamentali, tutti gli esseri umani siano uguali. Questo è il più basilare fondamento della convivenza civile. E' il principio fondante di ogni società equa e moderna.

Che appaio chiaro a qualsiasi analisi che questo tipo di uguaglianza ancora non ci sia in nessun angolo del mondo è una cosa notevole.
Da molte parti si lotta perchè ci sia maggiore uguaglianza. E se esiste una lotta è perchè da più di una parte c'è una resistenza a questo principio.

Ma la riflessione di oggi parte da questi concetti e ritorna al nostro ambito preferito. Ovvero l'economia e la finanza.

E si racchiude in una domanda. Da un punto di vista economico è giusto, corretto e utile ipotizzare che tutti gli uomini (inteso in senso generale come tutti i maschi e tutte le femmine) siano uguali?

E' corretto ipotizzare che ogni uomo non sia altro che un numero? Che un ennesimo oggetto in una sequenza di oggetti? Che non sia altro che un individuo indistinguibile da ogni altro individuo?

Detto così, mi immagino che molti di noi storceranno il naso. A parte l'innato senso personale di sentirsi unici e quindi in una certa misura diversi dagli altri, c'è da constatare che anche in termini pratici le persone sono diverse. Hanno corpi diversi, esigenze diverse, vivono in posti diversi con necessità diverse.

La pubblicità di un assorbente femminile non è destinata ad un pubblico maschile. Quindi per quella azienda le persone non sono tutte uguali. E questo è solo un esempio. E il panorama è talmente vasto che c'è solo da perdere la testa nel vedere quante differenze ci sono.

Eppure..... in certi mercati..... si ha come la sensazione che si ritorni al concetto di essere tutti uguali.

Ad esempio nel mercato dei finanziamenti.

Così la mattina squilla il telefono e qualcuno ci chiede un finanziamento. Ovviamente siamo qui per questo. E la domanda è "Si, ma quanto è il tasso?". Domanda che presuppone automaticamente il fatto che egli pensa di essere uguale a tutti gli altri, nessuna differenza. Altrimenti non farebbe questo tipo di domanda.
Perchè un finanziamento non è un prodotto. Ma è un servizio. Ed essendo un servizio è palesemente legato alle specificità di chi lo richiede.

Altrimenti sarebbe come chiamare un meccanico e dirgli "Ho l'auto rotta, quanto mi costa aggiustarla?" senza che il meccanico abbia avuto modo di capire che tipo di auto abbiamo e quale sia il tipo di guasto.

Il problema nasce sulla questione dell'uguaglianza. Siamo tutti uguali, noi uomini, ma solo da un punto di vista teorico per quanto riguarda i diritti e il rispetto. All'atto pratico questa uguaglianza è una assurdità. E nella realtà quotidiana anche un problema. Perchè ognuno di noi è diverso e specifico. E richiede una attenzione "su misura" in qualunque tipo di relazione personale. Umana e professionale.

Cosa che la nostra agenzia, ha sempre cercato di dare.
O almeno questo è stato il nostro tentativo.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

mercoledì 5 ottobre 2022

Cattivo pagatore? Cosa significa? Come si diventa cattivo pagatore?

CATTIVO PAGATORE!

Questa dicitura o affermazione, è diventata l'incubo di qualsiasi consumatore o cittadino della nostra nazione.

Quando si ha bisogno di un prestito e si va da una banca o finanziaria ma anche quando siamo li per prenderci il nostro nuovo telefono preferito o la nostra nuova stufa perfetta per l'imminente inverno, ecco che MAGARI la nostra richiesta viene respinta e oltre al diniego ci viene detto:

"Questo è avvenuto perchè lei è un CATTIVO PAGATORE!"

E poi....
E poi andiamo su internet o apriamo un giornale e leggiamo una pubblicità che ci chiede:
"Sei un cattivo pagatore? Chiamaci, che possiamo aiutarti!"
O cose del genere.

E, come spesso succede, noi non abbiamo ben chiaro cosa esattamente questo significhi e in che modo questo possa essere successo. Facciamo un pò di memoria eppure ci sembra che in tutte le operazioni passate abbiamo sempre onorato i nostri prestiti, rimborsando sempre tutto.

Lo sappiamo. In questo blog, facciamo finta di non sapere niente e ripartiamo da capo.

Cosa è un CATTIVO PAGATORE? In realtà questa dicitura NON ESISTE. In Italia è un tipo di attribuzione qualitativa che non esiste e non è disciplinata da nessuna legge o regolamento.

E' solo un modo di dire, che ha preso piede ed ora viene usato in molti contesti, spesso a sproposito.

In Italia quello che esiste sono i S.I.C., ovvero i Sistemi di Informazione CreditiziaChe non sono altro che delle banche dati in cui vengono raccolti i nomi, i tempi e le condizioni dei prestiti o finanziamenti fatti sul territorio italiano.

Ma faccio un passo indietro.

Perchè ci sono le SIC? Le SIC esistono per una esigenza. Chi presta soldi (chi concede i finanziamenti) deve sapere con esattezza chi ha di fronte. Per concedere un finanziamento deve sapere quanto guadagni, da quanto tempo e in che modo. Ma deve anche sapere quali altri finanziamenti hai in corso. Deve sapere se (ad esempio) mentre chiedi un finanziamento ad una banca, tu (contemporaneamente) non stia chiedendo un altro finanziamento presso un'altra banca. E che quindi con lo stesso reddito, ottieni due finanziamento in contemporanea.

Cosa c'è in un SIC? Ci sono i nomi di chi ha chiesto e di chi sta chiedendo un finanziamento. In qualunque struttura finanziaria operante nel territorio nazionale. Ci sono i nomi di chi ha concesso o sta valutando di concedere un finanziamento. Ci sono gli importi, la rata, la durata e altre informazioni specifiche. C'è soprattutto riportata la storia comportamentale della persona in precedenti finanziamenti. Li ha pagati? Li ha pagati regolarmente?

I SIC sono una archivio pubblico, o gestito da un ente pubblico o statale? In linea generale NO. Esiste un SIC pubblico che è la Centrale Rischi della Banca d'Italia ma la maggior parte dei SIC sono di natura privata. Sono spa create con l'intento di fare utile.

Quali sono i principali SIC? Abbiamo il CRIF, Experian, CTC, il Cerved e altri di importanza minore.

Si finisce nei SIC solo quando si sbaglia o si combina qualche pasticcio? NO, assolutamente no. I SIC non sono dei database, degli archivi di cattivi pagatori. Ogni SIC (in modo diverso) potrebbe contenere informazioni miste (positive o negative) e difatti le contiene. Quando si attiva un finanziamento o lo si paga regolarmente si finisce lo stesso nei SIC e si viene sempre e comunque "segnalati" ma la segnalazion è in questo caso positiva.

I buoni pagatori vengono segnalati nei SIC? Si, nei SIC che contengono informazioni positive si. Ad esempio il sistema più usato è il CRIF, che è un archivio privato. SI finisce in Crif per qualsiasi attività connessa ad un finanziamento. Che lo abbiamo semplicemente richiesto, che lo abbiamo ottenuto, che lo stiamo pagando bene o che lo stiamo pagando male. Sempre.

Quindi nei SIC non ci sono solo i cattivi pagatori? NO, certo che no.

Quindi posso finire in CRIF solo perchè sto pagando un prestito? SI, esattamente. Puoi finire in CRIF solo perchè HAI chiesto un finanziamento.

Come si sa cosa c'è scritto nei SIC su di me? Esistono i siti di ognuno di questi archivi ed è diritto di ogni cittadino poter visionare ciò che c'è scritto su di se. Basta indicare il proprio codice fiscale e il sito ci manderà un report in cui è scritto ogni fatto che ci riguardi relativo ai nostri finanziamenti che non sia troppo lontano nel tempo.

Perchè viene rifiutato un finanziamento? I motivi sono tanti. Il primo è che in un SIC o in più SIC ci sono informazioni negative su di noi. Qualche rata pagata in ritardo oppure non pagata per niente. Un eccesso di prestiti/carte/finanziamenti in corso. L'aver emesso un assegno a vuoto. Non aver pagato una cambiale. Avere una ipoteca di qualche tipo. Avere su di se un provvedimento legale o una esecuzione forzata.
Si può avere un finanziamento rifiutato anche solo per un comportamento ritenuto non idoneo come richiedere continuamente finanziamenti senza un criterio. Dopo aver fatto una richiesta e dopo che questa è stata bocciata, è molto probabilmente che per un mese o per poco più, qualsiasi altra nostra richiesta (fatta in altre banche/finanziarie) venga rifiutata in automatico.

In conclusione, è importante per ogni cittadino italiano sapere quale è il suo punteggio di merito creditizio (quanto siamo affidabili per un finanziamento) e fondamentale avere buone informazioni nei sistemi informativi creditizi, SIC.
E' importante avere buone informazioni perchè anche un prospetto (in un SIC) in cui non c'è nessuna segnalazione (nè positiva nè negativa) difficilmente viene finanziato. Soprattutto se sta richiedendo liquidità importanti, se lavora da poco e cose simili. Poi questa regola ha delle eccezioni e quando compro un bene direttamente in un centro commerciale, è più facile ottenere un finanziamento. E se non vi sono informazioni negative, anche se siamo giovani e lavoriamo da poco molto difficilmente la nostra richiesta di prestito verrà rifiutata.

Soprattutto perchè l'importo da finanziare è basso (magari sui mille euro o magari meno) e perchè la struttura che vende, magari, ha un accordo di divisione delle spese e un accordo di garanzia del cliente finanziato.

Morale? E' importante conoscere ciò che c'è scritto su di noi nei SIC.
Non capita spesso ma potrebbero esserci degli errori (tutti gli esseri umani sbagliano) ed è giusto conoscerli e farli rettificare.
Richiedere queste informazioni su di noi è doveroso ed è un diritto.
Facciamo tempo prima di chiedere un nuovo finanziamento. Non quando abbiamo urgenza di chiedere un finanziamento.

Grazie per l'attenzione.

giovedì 22 settembre 2022

I comparatori di offerte finanziarie su internet: sono efficaci e trasparenti? (2a parte)

La pubblicità, diceva un detto, è l'anima del commercio.

Questa cosa ha preso talmente piede che si è arrivati (secondo il nostro modestissimo parere) a invertire i criteri di importanza delle cose.

Per essere più chiari, la pubblicità è importante. Assolutamente. Ma qui ormai è diventata la SOLA cosa importante.
Non è più il prodotto o il servizio ad essere la cosa fondamentale. Su cui un pò di pubblicità di certo non guasta.
No.
Adesso è la SOLA pubblicità che conta. Chi ne fa di più, chi ne offre di più, chi diffonde i messaggi più efficaci ha ragione e porta a casa la pagnotta.

Esempi?
Rimanendo nel nostro campo, cioè quello finanziario e più specificatamente parlando di offerta di prodotti finanziari al consumo come prestiti o cessioni del quinto assistiamo alle seguente situazione.

Abbiamo i comparatori che non sono altro che dei luoghi in cui concentrare le offerte di tutti i potenziali concorrenti.
Già questo meccanismo è altamente pericoloso.
Sebbene per il consumatore sia qualcosa di vantaggioso poter vedere le offerte di diverse banche e finanziarie in un unico luogo, la domanda è: i prodotti esposti sono veramente paragonabili?

Spesso non lo sono ma la cosa più pericolosa è il messaggio che viene emesso e che, ben presto, il mercato e quindi il consumatore fa suo.
Ovvero che tutti sono uguali a tutti e che l'unico fattore che distingue le offerte è il costo.
Cosa che non è assolutamente vera.

Certo, ci siamo sentiti ribattere che i soldi sono uguali e che 10.000 euro offerti da una banca sono uguali a 10.000 euro offerti da un'altra banca. Ma questo non è vero. Perchè al cliente non vengono offerti 10.000 euro. Nossignore.
Al cliente viene offerto un servizio, in cui una parte dello steso è l'ottenimento di un prodotto che sono i 10.000 euro.

E' come quando si va ad un ristorante. Si va per mangiare e quindi sembra che la bontà e freschezza del cibo sia l'unica cosa che conta perchè è quella oggettiva. Si va per un prodotto. Ma al ristorante non un ottiene un prodotto. Si ottiene un servizio. Di cui il prodotto è parte fondamentale, per carità. Ma non finisce li.
Neppure in un supermercato, in cui si compra dallo scaffale, si comprano SOLO prodotti. Anche li vi è un servizio, anche se con proporzioni diverse.

E neppure quando siamo un'azienda che compra materiale semplice all'ingrosso abbiamo solamente un prodotto. Perchè contano i tempi di consegna, le modalità di consegna, i tempi di fatturazione, la gestione dei resi e via dicendo.

Quando si chiede un prestito personale, non si sta solo chiedendo dei soldi. Si chiede serietà, si chiede affidabilità, si chiede pazienza, si chiede comprensione, si chiede discrezione, si chiede gentilezza, si chiede servizio di assistenza, si chiede disponibilità a fornire informazioni, a farsi trovare in orari diversi dai soliti.
A fissare un appuntamento d'urgenza in un giorno pre-festivo.

Per qualcuno questi fattori sono pochi importanti. Per altri sono molto importanti.
Certo. Il lavoro che internet e i comparatori è convincere tutti i clienti che loro stanno acquistando solo prodotti e non servizi. E quindi nullificano la complessità del prodotto in una semplificazione estrema.

Però proprio stamattina una cliente mi ha chiamato (dopo averle fatto il finanziamento l'anno scorso) per chiedermi delle informazioni molto personali e riservate su come tirarsi fuori da un problema finanziario enorme per cui non aveva una soluzione immediata.
Non sapeva a chi rivolgersi e ha pensato a me.
Io ho risposto, ho ascoltato e ho capito il problema.
E ho dato una soluzione in base alla mia esperienza.
Il tutto a zero costi del cliente perchè considero questo servizio parte del mio lavoro.
Per I MIEI CLIENTI.
Ma spesso non solo.

Quanto vale questo?
Lascio a voi la risposta.

Grazie per l'attenzione.

lunedì 27 giugno 2022

Il credito al consumo è un "prodotto" come gli altri? parte II

Abbiamo raccontato le avventure del nostro amico GIGI (qui). 

Tutto questo sembra molto scolastico ma è per portare alla semplicità dei concetti che se analizzati nella loro quotidianità ci possono sfuggire. O apparire più complicati di quello che sono.

E' logico che quasi ogni consumatore sia sempre leggermente diffidente nei confronti di chi vende qualcosa. Ne parleremo in modo espresso in un prossimo articolo (Perchè il consumatore ha spesso così tanta diffidenza nei confronti di chi gli propone qualcosa?) ma qui ci basta riflettere che questo accade.

I motivi li vedremo ma per ovviare a questa diffidenza, spesso il consumatore cerca di esercitare un controllo sulle trattative di vendita. Cosa più che onesta e più che doverosa.

Così quando il consumatore, il nostro amico GIGI, va da qualche parte o contatta qualcuno per comprare qualcosa, prima di impegnarsi cerca di ottenere il numero maggiore di informazioni per esprimere un giudizio di convenienza.

E anche questo non è solo più che giustificato ma è esattamente ciò che un qualsiasi potenziale cliente dovrebbe fare: informarsi delle caratteristiche salienti di ciò che sta acquistando o vorrebbe acquistare.
Anche per paragonare le diverse offerte di mercato.

Ma è qui che GIGI, il nostro amico GIGI spesso cade.
Il prodotto "Credito al consumo" (chiamato semplicemente finanziamento) non è un prodotto fisico ma un servizio tagliato su misura della persona che lo richiede. Quindi, prima di poterlo "cucire" addosso al potenziale cliente, occorre fare un lavoro.

Per chi vende una stampante di un computer il prezzo di questa non cambia se a comprarla è GIGI o BEPPE o TIZIO o CAIO. Non cambia. Il prezzo sarà sempre quello. A meno che uno di questi signori non dica "Ne voglio mille, che prezzo mi fai...:"

Rendo l'idea?

Per chi VENDE un finanziamento o del credito al consumo, chi lo "compra" è assolutamente importante. Quindi ci sarà un prezzo di questo prodotto per GIGI, un altro prezzo per BEPPE e un altro prezzo per CAIO.
Questo sembra brutto, ma non è una questione personale. I prezzi sono differenti perchè le posizioni socio-economiche di diversi richiedenti sono diverse.

Facciamo un esempio semplice.

Immaginiamo che al telefono un cliente ci chieda un preventivo di costi per un finanziamento di 15.000 euro. Per chi deve preparare questa "sorta" di preventivo ci sono un sacco di informazioni che servono. Perchè? Lo abbiamo detto. E' un servizio tagliato su misura, non un oggetto solido.

Quindi servirà l'età del richiedente, il suo stato familiare, la presenza o meno di altri prestiti, l'ammontare di reddito percepito al mese, il tipo di lavoro svolto, il tipo e grandezza dell'azienda per cui lavora. E a seconda del tipo di finanziamento sarà necessario conoscere lo storico dei pagamenti del passato oppure la presenza o meno di un buon stato di salute.

Quindi.... Se il cliente che chiama non fornisce questi dati, che tipo di preventivo potrà essere dato?
La verità è che quando questo preventivo viene dato, il suo valore è quasi nullo. Perchè quasi sempre si manda il preventivo di una persona con una condizione ideale. Giovane, con lavoro pubblico o statale, con ampio reddito e così via.

Sappiamo che è fastidioso dover interagire con un professionista in modo ampio. Sembra una perdita di tempo. Ma a meno che non siamo noi stessi dei professionisti del settore, è molto facile cadere in errore.

Perchè il credito al consumo è un prodotto completamente diverso dagli altri.


GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

giovedì 23 giugno 2022

Il credito al consumo è un "prodotto" come gli altri? parte I

Il credito al consumo è stata una delle invenzioni del sistema economico capitalista moderno.

L'idea di prendere un prodotto OGGI e pagarlo un poco per volta nel tempo, è stata la colonna portante di tutta l'economia.

Dalla fine della seconda guerra mondiale ad adesso.

Quale è questa idea?

L'idea è che ogni lavoratore produce della ricchezza nel corso di un certo tempo. Se egli lavora come operaio in una azienda, si sa che in un lasso di tempo di 10 anni (per esempio) egli produrrà della ricchezza derivante dal suo lavoro (insieme a quello degli altri ovviamente).
Il nostro lavoratore (che chiameremo GIGI per comodità) può quindi idealmente creare una lunga linea di produzione di ricchezza: dall'oggi ad un certo punto del futuro.

Gigi sa che alla fine di questa lunga linea, egli potrà disporre di una certa ricchezza. Che (badate bene) non è regalata. Ma è sua. E' una sua ricchezza perchè la produrrà lui.
Da un punto di vista logico egli può prendere quindi questa ricchezza futura e usarla.

Gigi SA che disporrà di una certa ricchezza. La difficoltà sta nel prendere questa sua ricchezza, che egli ha nel futuro, e portarla nel tempo presente, nell'oggi, nel mondo reale in cui egli concretamente vive. E questo lo si fa vendendo a qualcuno quella ricchezza (del futuro) e facendosi dare in cambio una stessa quantità di ricchezza nel tempo presente.

Questa operazione si chiama FINANZIAMENTO. Tu vendi della ricchezza che avrai ma che ancora non hai e ottieni della ricchezza che esiste ora.
La cosa ha un costo, ovviamente. Perchè lo scambio non è alla pari. Chi ti da la sua ricchezza al presente ha degli svantaggi perchè si sta privando di una cosa posseduta. Con tutto ciò che ne deriva in mancate occasioni da sfruttare.
Questo costo è simboleggiato in modo matematico dal cosiddetto INTERESSE. Che altro non che il costo (espresso in termini percentuali) che dobbiamo pagare per portare i nostri futuri guadagni del futuro al presente.

Questo costo è direttamente proporzionale ad alcuni fattori. I più importanti di questi sono:
a. Il grado di rischio nel rientrare in possesso del denaro prestato (connessi a una molteplicità di fattori quali l'insolvenza del creditore ma non solo).
b. La quantità di concorrenza presente sul mercato dei prestatori di denaro.

La domanda dell'articolo è quindi:
Il credito al consumo è un prodotto come gli altri? Cioè come un barattolo di piselli, un pacchetto di sigarette, un intervento di un idraulico o un sacco di pellet?

NO.

Non è un prodotto come un altro perchè chi richiede un finanziamento (e quindi chi ottiene il credito al consumo) non paga con soldi immediati. Ma paga con dei soldi futuri.
Sia il costo che la restituzione di ciò che gli è stato prestato.

Facciamo un esempio con un altro prodotto: i pomodori.
Mettiamo che io sono GINO e sono un ortolano che coltiva pomodori. A casa ho dei figli che vanno pazzi per i pomodori. Ed è per questo che li coltivo. Ad un certo punto mi servono altri pomodori ma il nuovo raccolto arriverà solo fra qualche mese. Ma i pomodori mi servono subito. Posso scoprire che vicino a me ho un altro ortolano che ha prodotto molti più pomodori di quelli che gli servono adesso. Egli si avvicina e mi dice:

"Senti un pò. Io ho molti pomodori adesso ma non mi servono tutti. Mentre tu adesso ne hai bisogno ma non ne hai. Viceversa io ne avrò bisogno fra qualche mese e non avendo raccolti in corso, rimarrò senza. Mentre tu aspetti a raccogliere il nuovo raccolto.
Che ne dici se io ti do questi pomodori ora e tu mi restituisci i pomodori che ti ho dato adesso fra un pò con i pomodori del tuo nuovo raccolto?".

Quando questo avviene con i soldi, chi riceve il finanziamento deve, oltre che restituire i soldi prestati, pagare anche il prezzo del servizio.

CONTINUA sul prossimo articolo.

mercoledì 15 giugno 2022

Il finanziamento a privati - parte 2 (la cessione del quinto)

 

Continuiamo il nostro viaggio nell'esame dei modi e delle caratteristiche dei finanziamenti.

Nel precedente post abbiamo parlato del prestito personale. E ne abbiamo illustrato i pregi ma anche i difetti.

Il difetto più grande di un prestito personale diventa anche il pregio più importante del secondo tipo di finanziamento che si può ottenere in Italia ovvero la cessione del quinto del proprio stipendio o della propria pensione.

CESSIONE DEL QUINTO:
La cessione del quinto (della pensione o dello stipendio) è una forma di finanziamento che è stata creata molti anni fa, nell'immediato dopoguerra. Essa è disciplinata da varie normative (L. 180/1950 e L. 80/2005 più alcune circolari ministeriali del 2015) ed è quindi una figura giuridica molto precisa e quasi nessuna interpretazione.

La cessione del quinto (per comodità CQS) è una forma di finanziamento dedicato a dipendenti e pensionati in cui vien meno il problema della fiducia nella capacità di rimborso del richiedente. Nel senso che le verifiche di fattibilità del finanziamento non sono più soggettive (valutazione anche dei comportamenti) ma diventano oggettive.

Il meccanismo della CQS è semplice: il dipendente sottoscrive un contratto di finanziamento, riceve i soldi e la rata dovuta gli viene direttamente detratta in busta paga (dalla pensione) e versata per suo conto dalla sua azienda o dall'istituto pensionistico che gli eroga la pensione.

Il finanziamento tramite CQS viene concesso quando esistono dei requisiti lavorativi specifici e non va a guardare i comportamenti passati del richiedente. Diventa, quindi, l'unico modo di poter avere un finanziamento quando altre banche e/o finanziarie abbiano bocciato la richiesta di un prestito personale.

Ma la CQS ha molteplici caratteristiche che la rendono un finanziamento validissimo anche di per se, e non solo come soluzione di seconda battuta in caso di non ottenimento del prestito. Soprattutto negli ultimi anni, molte persone hanno scoperto che i vantaggi dell'avere un finanziamento tramite CQS sono maggiori rispetto ad un finanziamento tramite prestito personale. Quali vantaggi? Vediamoli.

1. Obiettività della valutazione. Un richiedente saprà subito e in base a dei parametri oggettivi se può o meno ottenere questo tipo di finanziamento. E la valutazione non necessita di un'istruttoria complessa.

2. Possibilità di finanziamento anche in presenza di segnalazioni come "cattivo pagatore" in CRIF. Tramite la CQS è possibile ottenere un finanziamento anche se in passato si hanno avuto dei "disguidi" su precedenti finanziamenti. Questi disguidi possono essere leggeri (una o più rate pagate in ritardo), pesanti (il mancato rimborso di parte o della totalità di un prestito personale) o anche gravi (il protesto di un assegno emesso a vuoto oppure il mancato pagamento di una cambiale).

3. Nessuna necessità di giustificare il finanziamento. La CQS non richiede valutazione dell'uso del denaro ed è quindi un finanziamento di pura liquidità. Non si deve dichiarare l'uso che se andrà a fare e vi è completa libertà di come usare i soldi ottenuti tramite prestito.

4. Possibilità di ottenere cifre importanti. Con una CQS si può giungere ad avere con relativa facilità 70/80 mila euro. Ma ci sono stati casi particolari in cui si è potuto erogare anche di più. Per merito dell'oggettività della valutazione, è facile calcolare quanto sia il massimo ottenibile da un richiedente. Con pochi documenti (Busta paga, Cedolino pensione o CUD) è possibile stabilire quanto sia il massimo erogabile caso per caso. Non essendoci merito creditizio, l'aumento dell'importo richiesto non modifica le probabilità di ottenere un finanziamento come avviene invece per un prestito personale.

5. Costi contenuti e tassi di interesse più bassi. Il finanziamento tramite CQS è spesso convenzionato con aziende, strutture e apparati (pubblici o statali) e anche con gli enti previdenziali. Tali convenzioni permettono l'applicazione di tassi di interesse particolarmente vantaggiosi. Non sempre una CQS è più vantaggiosa di un prestito personale di pari importo, non sempre. Ma ciò accade spesso.

6. Possibilità di ottenere un finanziamento fino agli 88 anni di età. I prestiti personali hanno dei limiti molto stringenti in materia di età del richiedente. La norma è che un prestito personale debba essere chiuso (finito di pagare) entro i 75 anni di età. Rari i casi di banche che permettono di arrivare a 78 anni. La CQS (sulla pensione in questo caso) invece permette di richiedere un finanziamento a quelle persone per cui la soluzioni dei prestiti personali è sbarrata.

7. Assenza di costo rata o di preoccupazione dei rimborsi. Una volta che la CQS è stata approvata, il richiedente non deve preoccuparsi più di niente. Per la natura stessa del finanziamento (che viene trattenuto alla fonte) non può accadere che il soggetto finanziato si dimentichi di pagare oppure non abbia i soldi sul conto corrente per coprire la sua rata. La trattenuta in busta paga (pensione) è gratuita.

8. Possibilità di rinnovo dell'operazione di finanziamento. E' facoltà del richiedente poter rinnovare l'operazione di finanziamento trascorsi i 2/5 del tempo di rimborso. Al momento del rinnovo la rata e i tempi di rimborso della nuova operazione possono essere cambiati. Il rinnovo della CQS porta quasi sempre all'ottenimento di nuova liquidità, con una proceduta molto snella.

Come si può evincere, la CQS presenta molti e importanti vantaggi rispetto al prestito personale. In moltissimi casi la CQS diventa l'unica possibilità per ottenere un finanziamento.

Quali sono, invece, gli svantaggi?

Il primo svantaggio della CQS è che tale operazione non può essere richiesta da un lavoratore autonomo, da un libero professionista e da una partita iva individuale. Solo i dipendenti di società, i dipendenti pubblici, i dipendenti statali e i pensionati possono accedere a questa forma di finanziamento. Al momento sono esclusi dall'accesso ad una CQS anche i dipendenti di ditte individuali o di società di persone (in passato vi è stato un periodo in cui anche i dipendenti delle società di persone potevano beneficiare di un finanziamento CQS)

Un secondo svantaggio della CQS è riservato ai dipendenti di società private. In questo caso esistono delle verifiche di merito che vengono effettuate sull'azienda datrice di lavoro. Se un dipendente lavora per una società privata con pessimi bilanci aziendali o in difficoltà economica, la pratica di finanziamento può essere bocciata.

Un terzo svantaggio è la relativa velocità dell'operazione di finanziamento tramite CQS. Qui ci troviamo in mezzo a situazioni che presentano una fortissima variabilità. In alcuni casi il richiedente la CQS può vedere il suo finanziamento completarsi negli stessi tempi di un prestito personale (diciamo 5/6 giorni lavorativi dalla prima richiesta) altre volte dover aspettare 15 giorni o anche più a seconda della problematica di relazione con il datore di lavoro. Anche se questo era più vero in passato che oggi, con i nuovi sistemi di comunicazione digitale come la PEC (Posta Elettronica Certificata) che sostituisce le raccomandata cartacee.

Infatti nella pratica della CQS, banca e amministrazione dell'azienda comunicano e interagiscono scambiandosi alcuni documenti durante l'istruttoria. In taluni casi questo scambio avviene in giornata e quindi si va veloci. In altri casi l'azienda può ritardare l'invio del documento richiesto per molti giorni creando un ritardo su tutta la pratica.

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Questa proposta è stata una carrellata di informazioni su i 2 tipi principali di finanziamento che un cittadino italiano (o un residente in Italia) può richiedere.

Grazie mille per l'attenzione.

Il finanziamento a privati - parte 1 (il prestito personale)

 

Capita nella vita di dover aver bisogno di un finanziamento.
I motivi possono essere i più diversi: ci si può trovare dinnanzi ad una spesa imprevista oppure dinnanzi alla necessità di acquistare un bene utile per se o la famiglia.

Oppure trovarsi di fronte ad un buon affare che necessita di essere concluso in quel momento e che non sarebbe ottimale rimandare al futuro.

Il mercato bancario offre la possibilità di avere un finanziamento che altro non è che un prestito di denaro che va ripagato con delle quote di rimborso per un tempo predeterminato.
Nella quota di rimborso (chiamata semplicemente rata) rimborsiamo alla banca (o istituto finanziario che ci ha concesso il finanziamento) 2 tipi di denaro: la quota-capitale in cui restituiamo pian piano i soldi che ci sono stati prestati e la quota-interessi in cui paghiamo pian piano un compenso a chi ci ha dato i soldi per questo servizio.

Le due principali forme di finanziamento usate in Italia sono il prestito personale e la cessione del quinto (dello stipendio o della pensione).

PRESTITO PERSONALE:
Il prestito personale è una forma di finanziamento più recente dell'altra e, come dice il nome, è un prestito fatto su misura alla persona. Cosa significa questo? Che quel servizio (il denaro prestato) viene approvato in quei termini e in quei modi SOLO e UNICAMENTE a quella persona che lo ha richiesto e dopo attenta valutazione delle caratteristiche di quella persona. Ecco perchè "personale".

Quali caratteristiche? Innanzitutto la situazione lavorativa. Quindi tipo di lavoro, anzianità e reddito percepito. E poi (molto importante) viene esaminato il comportamento della persona nel suo passato riguardo ad altri finanziamenti. Se ne ha fatto, quanto erano grandi, quale durata avevano e in particolare come è andata la regolarità della restituzione del finanziamento.

Vengono valutate anche altre cose (in misura minore) quali situazione familiare dell'individuo, luogo di lavoro e altri parametri socio-economici come il fatto di vivere da molto o poco tempo nella stessa casa.

Perchè si esaminano tutti questi fattori? Perchè la banca (o chi eroga i soldi) non ha nessuna altra garanzia che i soldi prestati le ritornino con i tempi e i modi concordati se non la FIDUCIA nella persona. Non c'è nessuna garanzia reale. Quindi la banca si assicura che il finanziato sia una persona che abbia delle caratteristiche tali da minimizzare i rischi di insolvenza (incapacità di pagare regolarmente le rate).

Per fare questo assegna un punteggio totale (chiamato merito creditizio) al richiedente che deriva dalla somma di tanti piccoli punteggi assegnati  ad ogni parametro positivo che viene riscontrato. Esempio: se lavori da tot tempo, ti do 2 punti, se lavori da poco 1 punto. Se abiti in casa di proprietà 5 punti, se abiti in casa di affitto 2 punti. E così via.

Questo punteggio è assegnato in modo arbitrario (ogni banca/finanziaria ha i suoi criteri interni) e probabilmente varia da periodo o a periodo. Si basa su ricerche statistiche. Se ad esempio una indagine statistica mostra che la maggior parte delle persone che non pagano regolarmente i prestiti (diciamo il 70%) sono single mentre solo il 30% delle persone sposate mancano di essere regolari con i pagamenti... è possibile che nel punteggio di merito creditizio una persona sposata prenda 5 punti mentre una persona single ne prenda 2. E' solo un esempio inventato per mostrare il meccanismo di base.

Un pò come le assicurazioni che in base alla provincia di residenza cambiano le tariffe per le RC auto in base al numero dei sinistri dell'area considerata.

Ovviamente entrano in gioco anche gli importi richiesti. Un conto è chiedere 5.000 euro e un conto è chiedere 50.000 euro. Una somma molto grande prestata ad una sola persona espone la banca ad un rischio maggiore rispetto ad un prestito minore. Se anche avessimo 100.000 euro da prestare sul mercato, è diverso prestare 10.000 euro a 10 persone diverse piuttosto che 20.000 euro a 5 persone. Nel primo caso abbiamo un frazionamento del rischio e quindi un rischio complessivo minore.

L'approvazione di un prestito avviene quando il merito creditizio è superiore ai minimi richiesti dalla banca.

E in ogni caso non ci devono essere episodi di ritardo di pagamento di precedenti finanziamenti.

Ogni banca, infatti, ha la possibilità di consultare un enorme archivio chiamato CRIF (ce ne sono anche altri ma questo è il principale) in cui ogni operazione finanziaria del cliente è conservata per un tot di anni. Positiva o negativa che sia. E' scorretto quindi pensare che si è "segnalati in CRIF" solo per episodi negativi. Non è così.

Anzi. E' una cosa favorevole al merito creditizio avere operazioni precedenti andate a buon fine. Se una banca deve decidere a chi dare 10.000 euro, preferisce prestarli a qualcuno che in passato ha già fatto finanziamenti piuttosto che a chi non ne ha mai fatti. Anche se a prima vista può sembrare un merito non aver mai chiesto prestiti. Non è così. Se non si sono mai richiesti prestiti, una banca non può sapere come ci comporteremo e sarà più prudente nel concedere un finanziamento. Magari chiediamo 20.000 euro e ce ne accorderanno solo 5.000.

Quali sono i vantaggi di un prestito personale?

1. La rapidità. Un prestito personale moderno viene gestito in tempi rapidissimi. Non vi sono molte regole da rispettare perchè la decisione di come procedere non deriva da una legge/normativa ma solo dalla volontà della banca. In genere una istruttoria e delibera di un prestito personale può richiedere poche ore o al massimo pochi giorni (1-2 giorni). E' più raro quando un prestito personale (se non ci sono fondi pubblici che derivano da leggi particolari) necessità di una settimana per la delibera. Subito dopo la delibera, l'erogazione è immediata.

2. La flessibilità. Un prestito personale può essere erogato per poche migliaia di euro (in genere da 2/3000 euro in su) fino a cifre che oggi toccano i 70.000/75.000 euro. Inoltre vi sono meno limiti riguardo l'entità della rata e la durata del prestito. Ci sono in genere dei paletti dovuti alla consuetudine (esempio la durata massima è in genere 10 anni e la rata generalmente non deve superare il 33/45% del reddito medio mensile) ma è comunque possibile ottenere una deroga a tali paletti senza incorrere in violazione di normative.

3. La snellezza dell'istruttoria. I documenti richiesti per un prestito personale possono essere spesso molto limitati. Documento di identità, tessera sanitaria/fiscale, documento di reddito sono gli essenziali. Vengono richiesti talvolta una evidenza di conto corrente oppure una evidenza di residenza. In ogni caso tutti i documenti richiesti sono quasi sempre nella completa disponibilità del richiedente.

E' anche giusto evidenziare quali siano i limiti/difetti del prestito personale.

Il più sostanzioso limite di un prestito personale è proprio l'analisi di situazioni passate del richiedente.
Se la persona che vuole un prestito dovesse essere incorsa in ritardi di pagamenti su precedenti prestiti o aver avuto un qualsiasi tipo di disguido di questo tipo (i disguidi sono potenzialmente tantissimi e spesso le persone non ne sono consapevoli. Ad esempio capita spesso che una persona mette la propria firma a "garanzia" di un prestito di qualcun altro, un amico o un parente e che questo finanziamento ANCHE QUANDO SIA STATO RIPAGATO abbia subito dei ritardi nel pagamento rate. Questo comporta automaticamente l'impossibilità di avere a sua volta un nuovo prestito. Non ha fatto niente di male ma è comunque bloccato).

Per avere un prestito personale occorre non solo avere un reddito ampio e non essere pieni di troppi debiti. Ma occorre anche essere perfetti nel pagamenti di precedenti finanziamenti.
Questo è il più grande limite del prestito personale.

Un limite del prestito personale è che la normativa generale lo inquadra come credito al consumo e ne prevede l'uso per utilizzi del consumatore. Detto in parole più semplici significa che questo prestito potrebbe essere concesso per motivi specifici che vanno dichiarati in fase di istruttoria, come l'acquisto di un'auto, la ristrutturazione di un immobile e così via. Questo, sebbene non sia un limite totale, è comunque un aspetto che ne limita l'uso o la concessione.

Altro limite del prestito personale è la soggettività dell'approvazione. Non essendoci dei parametri definiti per legge, l'approvazione o meno di un finanziamento è completamente lasciata nelle mani della banca/istituto di credito che presta i soldi. Può accadere che un soggetto possegga tutti i requisiti teorici per l'ottenimento di un prestito ma la banca decida ugualmente (per ragioni che è lungo e complesso spiegare qui ma che esulano dal merito creditizio del richiedente) di non procedere con l'operazione.

Poi, proprio per questa rischiosità dell'operazione, in genere il costo di un prestito personale è decisamente impegnativo. Ovviamente in termini relativi. Perchè il mercato fluttua e un prestito fatto 4 anni fa potrebbe avere dei costi molto, molto diversi da quello fatto oggi.
In genere il tasso è ancorato al rischio. Quindi è probabile che un finanziamento con un merito creditizio basso venga finanziato ma solo a tassi di interesse decisamente sopra la media.

LA DESCRIZIONE DEL FINZIAMENTO TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO CONTINUA NEL PROSSIMO ARTICOLO.



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