martedì 1 novembre 2011

Come uscire da un tunnel di debiti? 1a parte

Salve,
ci sono alcune parole che spaventano e inquietano. Pur rimanendo solo e soltanto parole. In questi giorni di Halloween, abbiamo le streghe, i vampiri, i licantropi, gli zombie e via dicento.
Abbiamo parole che veicolano immagini di malattia e di morte. Altre di disperazione e dolore.
Una parola che sicumente tormenta l'italiano media in questi tempi è DEBITO. O meglio debiti, perchè al singolare non spaventa così tanto.
A meno che non si stia parlando di debito pubblico e allora lì è un altro discorso.
Con questo post, vorremmo inauguare un periodo in cui affronteremo a più riprese il concetto stesso di debito. Ciò perchè appare fin troppo evidente che esistano concetti errati su questa cosa e appare ancora più evidente che moltissime persone abbiano problemi a riguardo.

Parlare di lavoro, imprenditorialità o addirittura finanza ed economia internazionale quando di è sopraffatti da debiti contingenti, diventa difficile. Non che si parlerà unicamente di questo ma sarà un tema ricorrente.

Non solo, abbiamo in preparazione un nuovo libro, il cui titolo è ancora in discussione ma che momentaneamente è intitolato "Come risalire la china!" ovvero come riuscire a tirarsi fuori dalle paludi della vita, soprattutto dalle trappole dei problemi finanziari.

Iniziamo con calma e dalla base (come solitamente ci piace fare!),
Cos'è un debito?

Un debito è, genericamente, un vincolo nei confronti di qualcuno per cui siamo tenuti a restituire qualcosa che ci è stato prestato. Questo qualcosa può essere un FARE o un DARE. Cioè qualcuno può aver fatto qualcosa per noi oppure può averci dato qualcosa. E noi sappiamo (per accordo condiviso) che questo qualcosa debba essere restituito.
Questo in via generale.
Tralasceremo, ovviamente, tutti i commenti e le riflessioni sui debiti morali ed etici che possiamo aver contratto. Dobbiamo qualcosa a molte persone: a genitori, parenti, amici, etc. Spesso questi "debiti" vengono ignorati o minimizzati ma è un argomento vasto e non lo toccheremo. Parliamo in questo cao dei debiti relativi ad un FARE.
Più facile è discutere dei debiti relativi ad un DARE. Qualcuno ci da qualcosa con l'accordo che questo qualcosa debba essere restituito prima o poi. Potrebbe non essere una restituzione della stessa cosa ma di qualcosa di similare. Se non c'è il vincolo della restituzione avremmo il concetto di "regalo" o di "vincita".
Più concretamente, ciò che più frequentamente viene prestato è il denaro! Proprio perchè il denaro stesso è un jolly che facilmente si trasforma in oggetti e servizi, avremmo che più facilmente si presta e si rimborsa denaro.

C'è però un punto che va chiarito e che è FONDAMENTALE per comprendere la natura del debito.
Erroneamente molti chiamano debiti delle cose che, dal punto di vista pratico, debiti non sono.
Esempio molti chiamano debiti le rate delle finanziarie con cui stanno acquistando l'auto oppure la rata del mutuo. Ma andiamo con calma, per capire meglio.

Il debito finanziario consiste in una somma generale che siamo tenuti a restituire a qualcuno in virtù di un contratto o di un accordo. In genere si prende una cifra X e di concorda che questa verrà restituita in un tempo prefissato, in un'unica solozione o con pagamenti scadenzati (le rate).
Ma esposto così, il concetto non ci aiuta a comprendere bene la natura del debito. Soprattutto dei connotati emotivi connessi.
Allora stabiliremo questa differenza:
DEBITO (in inglese debt): una somma di denaro dovuta a qualcun altro che non stiamo restituendo nonostante gli accordi o che pensiamo di non riuscire a restituire.
CONTO da PAGARE (in inglese bill): una somma di denaro dovuta a qualcun altro che stiamo restituendo regolaramente in base agli accordo e che pensiamo di riuscire a restituire.

Compresa la differenza?
Prendiamo ad esempio la differenza fra un mutuo e l'affitto di un appartamento.
Fissiamo, per semplicità, che la rata del mutuo sia uguale al canone di affitto. Mettiamo che entrambi costino alla famiglia 700 euro mensili.
Da una parte abbiamo qualcuno (chi ha contratto il mutuo) che sa che ogni mese deve pagare 700 euro per tutti gli anni a venire per garantire un tetto sulla testa della sua famiglia. Dall'altra parte abbiamo qualcun altro (chi ha la casa in affitto o, meglio, locazione) che sa che ogni mese deve pagare 700 euro per tutti gli anni a venire per garantire un tetto sulla testa della sua famiglia.
E' ovvio che sebbene la situazione sembri uguale, vi sono delle grosse differenze fra le 2 famiglie.
La prima pagherà 700 euro per un periodo limitato (20, 25 o 30 anni mediamente) mentre l'altra famiglia pagherà 700 euro vita natural durante.
Ma da un punto di vista strettamente di equilibrio dei conti, la situazione è similare.
La famiglia con il mutuo ha si un debito complessivo con qualcuno di (esempio) 200.000 € ma a pareggiare i conti avrà anche la proprietà di un immobile del valore di 200.000 €. D'altra parte chi vive in affitto non ha nessun debito complessivo ma neanche nessun patrimonio.
Insomma le situazioni hanno indubbie differenze (dopo 30 anni chi ha contratto il mutuo smette di pagare la rta di 700 euro e si ritrova proprietario di un bene, chi sta in affitto no) ma la nostra attenzione si sposta sul meccanismo mentale del pagamento del debito.
Chi sta in affitto sa che deve pagare ogni mese 700 euro oppure finirà su una strada. Chi paga il mutuo sa che deve pagare ogni mese 700 euro oppure gli porteranno via la casa, e finirà su una strada. Tralasciamo adesso i particolari di giustizia civile che alterano questo apparente equilibrio.

Il punto è che se incassiamo dei soldi e paghiamo regolarmente la rata/affitto siamo a posto. In entrambi i casi avremmo dei CONTI (bills) da pagare.
Il problema nasce quando non si hanno i soldi per pagare la rata/affitto. E sebbene chi ha il mutuo, sa che deve restituire una cifra spesso molto grande se smette di pagare, lo stesso si può dire per chi è in affitto. O pensate che costui possa evitare di trovare un tetto da mettere sulla testa della propria famiglia?
Naturalmente se non si riesce a pagare un affitto di 700 euro, la famiglia cercherà una casa con un costo di locazione minore: magari 500 €. Ma il concetto CONTI/DEBITI esiste.

Così quando sottoscriviamo una finanziaria, quei soldi che restituiamo ogni mese sono un CONTO. E rimane tale finchè non ci troviamo nella condizione di non riuscire a pagare.
Ma sebbene chi non ha mai contratto prestiti bancari o non ha mai usato carte di credito, possa sembrare in condizioni finanziarie migliori perchè non ha DEBITI, in realtà ha anch'egli il peso di dover pagare dei CONTI ogni mese.
Ha l'affitto (a meno che non abbia casa di proprietà senza mutuo), la spesa mensile alimentare, la polizza assicurativa dell'auto, le spese di carburante, telefono, energia elettrica, gas, abbigliamento, etc., etc.
Quindi ogni mese non può far finta che non abbia dei pagamenti obbligatori e non rimandabili. Pagamenti che sono inesorabili come una rata. 

Con questo non stiamo suonando la grancassa all'abbandonarsi a chiedere soldi in giro. Il vero problema non sono i finanziamenti in se ma i motivi che li causano. Anche perchè il fatto di avere un prestito per l'acquisto di qualcosa può comportare un vantaggio. Ad esempio acquistare l'auto può metterci in condizione di lavorare meglio o di avere un altro lavoro. Quindi quell'acquisto è proficuo e giusto da effettuare. E sfruttare un prestito può essere veramente utile.
La persona pagherebbe anche un costo (gli interessi) per il servizio di cui usufruisce (poter disporre ORA di soldi che l'individuo guadagnerà nel futuro!).

Ma perchè, di base, facciamo questa lunga dissertazione su DEBITI e CONTI?
Perchè avere debiti pesa su una persona e ne limita le capacità di procurarsi nuove entrate! Cosa che non succede con i conti! Così una persona che ha un debito da 10.000 euro che non sta riuscendo a restituire si sentirà più schiacciato e oppresso dalla cosa rispetto ad una persona che ha 100.000  euro di conti che riesce tranquillamente a pagare.

Questo primo chiarimento ci può permettere di elimare molti fumi e nubi dalla comprensione del panorama delle situazioni di passività finanziarie.
E man mano cercheremo di rispondere alla domanda del titolo dell'articolo.
Anche in riferimento con quello che si può e si dovrebbe fare nei confronti dei nostri eventuali creditori. Anche quando ci martoriano con lettere dell'avvocato o con le telefonate delle società di recupero crediti.

Grazie per l'attenzione.

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