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giovedì 9 luglio 2026

I super profitti delle banche: cosa c'è davvero dietro e perché riguardano anche i tuoi risparmi

Negli ultimi due anni si è parlato spesso dei "super profitti" delle banche. I bilanci dei principali istituti italiani hanno registrato utili record, mentre molti clienti si sono chiesti perché i mutui siano diventati più costosi e i conti correnti abbiano continuato a rendere poco. Ma cosa significa davvero che una banca realizza profitti eccezionali? E soprattutto, quali conseguenze ci sono per famiglie e imprese?

Capire questo fenomeno è importante perché riguarda direttamente il costo del denaro, i finanziamenti, il rendimento dei risparmi e persino le decisioni economiche delle famiglie.

Perché le banche hanno guadagnato così tanto?

La principale ragione è stata la rapida crescita dei tassi di interesse decisa dalla Banca Centrale Europea per contrastare l'inflazione. Dopo anni di tassi vicini allo zero, tra il 2022 e il 2024 il costo del denaro è aumentato in modo significativo, modificando profondamente i ricavi delle banche.

Il meccanismo è relativamente semplice.

Le banche raccolgono denaro dai clienti attraverso conti correnti e depositi e lo prestano sotto forma di mutui e finanziamenti. Il loro guadagno principale deriva dalla differenza tra gli interessi incassati sui prestiti e quelli riconosciuti ai risparmiatori, il cosiddetto "margine di interesse".

Facciamo un esempio.

Una banca raccoglie 100 milioni di euro pagando ai correntisti uno 0,50% annuo. Successivamente concede mutui e prestiti con un interesse medio del 4%.

  • Interessi pagati ai clienti: 500.000 euro.
  • Interessi incassati dai finanziamenti: 4 milioni di euro.
  • Margine lordo: circa 3,5 milioni di euro.

Quando i tassi aumentano rapidamente, i prestiti diventano quasi subito più redditizi, mentre la remunerazione dei depositi spesso cresce molto più lentamente. È proprio questo squilibrio che ha contribuito agli utili record registrati da numerosi istituti.

Perché molti clienti non hanno beneficiato dell'aumento dei tassi?

Molti risparmiatori si sono accorti che il saldo del proprio conto corrente continuava praticamente a non produrre interessi, nonostante le notizie sui tassi elevati.

Il motivo è semplice: il conto corrente nasce come strumento di pagamento e gestione della liquidità, non come investimento. Le banche non sono obbligate a riconoscere automaticamente un interesse elevato sulle somme depositate.

Chi ha lasciato, ad esempio, 30.000 euro fermi su un conto remunerato allo 0,20% ha ottenuto circa 60 euro lordi di interessi in un anno.

Se la stessa somma fosse stata collocata, dopo un'attenta valutazione del proprio profilo di rischio e delle proprie esigenze di liquidità, in un deposito vincolato al 3%, il rendimento lordo sarebbe stato di circa 900 euro.

Naturalmente ogni soluzione presenta caratteristiche, vincoli e rischi differenti. Per questo motivo è importante confrontare le offerte disponibili e verificare sempre condizioni, durata del vincolo e tutela prevista dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che protegge i depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca.

Le nuove regole e il dibattito politico

Gli elevati utili bancari hanno alimentato un ampio dibattito politico.

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte sul tema della tassazione degli extraprofitti bancari, con norme successivamente modificate durante l'iter di approvazione. Parallelamente, autorità di vigilanza e associazioni dei consumatori hanno più volte richiamato gli istituti a offrire una maggiore remunerazione della liquidità dei clienti.

Nel frattempo continua anche l'evoluzione normativa europea in materia bancaria, con particolare attenzione alla trasparenza nei confronti della clientela e alla solidità patrimoniale degli istituti.

Dal 2026 proseguono inoltre gli obblighi previsti dalla normativa europea sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica e la continuità dei servizi bancari. Per i clienti questo significa banche chiamate a investire sempre di più nella protezione dei dati e nella gestione dei rischi tecnologici.

Cosa può fare concretamente il risparmiatore

Le banche hanno tutto il diritto di realizzare utili, purché nel rispetto delle regole di mercato e della normativa vigente. Tuttavia anche il cliente può adottare comportamenti più consapevoli.

La prima domanda da porsi è semplice: "I miei soldi stanno lavorando oppure sono semplicemente fermi sul conto?"

Non significa inseguire rendimenti elevati o assumere rischi eccessivi. Significa verificare periodicamente se il proprio conto corrente è ancora adatto alle proprie esigenze, confrontare i costi, controllare i tassi riconosciuti sulle giacenze e valutare eventuali alternative coerenti con i propri obiettivi finanziari.

Un altro aspetto spesso trascurato riguarda il mutuo. Chi ha sottoscritto un finanziamento a tasso variabile negli anni passati dovrebbe verificare se oggi esistono le condizioni per una surroga o una rinegoziazione. Anche una riduzione di pochi decimi di punto percentuale può tradursi in un risparmio di diverse migliaia di euro sull'intera durata del prestito.

Educazione finanziaria in pillole

Un conto corrente non dovrebbe essere utilizzato come strumento di investimento. È pensato per gestire incassi, pagamenti e una riserva di liquidità per le spese quotidiane o impreviste.

Prima di lasciare somme importanti ferme per mesi o anni, è utile chiedersi quale parte del patrimonio debba restare immediatamente disponibile e quale, invece, possa essere destinata a strumenti coerenti con il proprio orizzonte temporale e il proprio livello di rischio. Una semplice verifica annuale può aiutare a prendere decisioni più consapevoli senza inseguire mode o promesse di facili guadagni.

In un periodo in cui il settore bancario continua a registrare risultati importanti, essere clienti informati è il modo migliore per tutelare i propri interessi. Conoscere il funzionamento dei tassi, confrontare le condizioni offerte dagli istituti e controllare periodicamente la propria situazione finanziaria sono abitudini che possono fare una grande differenza nel lungo periodo.

Hai un dubbio? Scrivilo nei commenti.

giovedì 3 dicembre 2015

Economia, azienda e sistema bancario

Parlare di economia senza parlare di sistema bancario è veramente difficile in quanto le interrelazioni e gli intrecci presenti fra economia e finanza sono diventati incredibili.

Esistono aziende sane in Italia? Certo.

Esistono imprenditori virtuosi in Italia? Certo.

Esistono banche disgraziate che operano completamente in tradimento rispetto al loro ruolo istituzionale di supporto alle imprese sane e virtuose? Certo.

C'è un caso che mi ha colpito in modo particolare che simboleggia in modo esemplare tutti questi punti.

Non è intenzione di questo blog generalizzare o colpire tutte le figure professionali che nel sistema bancario ci lavorano. Ho personalmente lavorato ai margini del sistema bancario per quasi 7 anni in qualità di mediatore creditizio prima e come agente in attività finanziaria iscritto agli appositi albi professionali in Banca d'Italia.
So come in ogni ambiente e settore ci siano molte brave e oneste persone.

Ciò non toglie che sia proprio il sistema sbagliato. E se colpire o criticare il sistema significa scuotere in un certo senso anche le tranquillità e le certezze di chi vi lavora ed è quasi esente da colpe, dispiace ma rimane necessario. Il bene della collettività è sempre superiore al singolo interesse.

Questa è la storia di una società di eccellenza messa in ginocchio da una truffa bancaria e da un sistema che stritola le aziende per la sua burocrazia e per le leggi assurde che la governano.
Ecco il video.
 

Cosa ne salta fuori?
Che se sei un cittadino o una impresa, sei sempre in una posizione non paritaria nei confronti di un istituto di credito.
Se sbagli tu, sei finito: morto e sepolto. Se sbagliano loro, non succede niente.
E il problema non è il singolo direttore di banca che sbaglia.
Perchè è il sistema che ti porta a questo.
Perchè la banca dovrebbe avere a budget la collocazione di prodotti finanziari di alto e altissimo rischio (praticamente dei giochi di azzardo puri!)? Perchè?
Per fare utile?
Perchè sono una azienda privata che fa e deve fare utile?
Ancora con questa concezione del modello liberista vecchia di secoli, totalmente non aderente alla realtà dei fatti?

Il ruolo della banca è istituzionale. E sebbbene ogni tipo di azienda debba avere un equilibrio dei fra costi e ricavi e potersi autosostenere, occorre ricordare che la banca esiste per assolvere ad un ruolo.
Un ruolo talmente importante di essere di priorità sociale in un qualsiasi sistema economico.
Può quindi essere privata ma rimanendo aderente alla sua missione primaria.
Ovvero fornire servizi e assistenza finanziaria ai clienti.
Se tu vuoi essere una società che guadagna dal proporre investimenti a rischio, non fare la banca ma diventa (appunto) una società di investimenti.
Collocati sul mercato e non vivere della "autorità" che ti deriva dal fatto che le persone ancora guardano alla banca come una sorta di istituzione.
Diventa una azienda e guadagnati la fiducia delle persone. Di loro che cerchi i loro soldi per farglieli raddoppiare o farglieli perdere. D'altronde i casino on line e le sale slot vanno comunque bene.... perchè non dire chi sei veramente?

Ditemi cosa ne pensate.
Grazie mille.

venerdì 10 luglio 2009

Indignamoci!: l'inps

Perchè oggi voglio parlare di INPS?
Giusto perchè inauguro oggi una rubrica (ne ho in mente alcune) e, putacaso, partiamo con l'inps.

La rubrica che inauguro oggi vuole essere un campanello d'allarme su alcune questioni, che in un modo o nell'altro sono legate al denaro.
Parliamo di denaro e dintorni, giusto? Questi sono i dintorni.....

INPS: che vor dire? Inps sta per Istituzione Nazionale Per Sodomizzarti (senza che tu riesca a capire da dove viene il dolore......)
Non mi dite che INPS significa altro perchè vi censuro!!!

A parte gli scherzi, vorrei spostare la vostra attenzione su questo meccanismo pazzoide e schizofrenico che invade le nostre vite e che le persone tollerano.
Indignamoci! (per cominciare... almeno)

Io penso che chi non si indigna dinnanzi all'INPS non ha ben compreso come funziona questo mostro.
Io sono un libero professionista e pago l'inps dai miei ricavi.
I miei versamenti inps vanno a costituire la base della mia futura pensione. Lasciamo adesso perdere se la pensione la vedrò o meno. Lasciamo perdere.

Io mi indigno perchè ho uno stato che mi impone un versamento FORZATO per riscuotere dei soldi che sono MIEI per ridarmeli domani.
Lo stato parte dal presupposto che ora sono in forze devo versare i MIEI soldi per quanto non sarò in forze. Ma che carino! Ma pensa che buono.....
Lo stato si preoccupa di me.

Ma poi quando ho bollette da pagare, quando il lavoro non gira e mancano i soldi a fine mese, quando voglio creare impresa e servono capitale dove c...o è lo stato?
Che IPOCRISIA!
Perchè tu stato non mi fai educazione finanziaria?
Perchè non mi insegni a scuola, quando sono giovane, come i soldi vanno gestiti e mi insegni che è meglio che mi garantisca una copertura quando non sarò più in grado di pagare?

Dove è l'INPS quando il piccolo commerciante o libero professionista è in difficoltà?
C'è forse la cassa integrazione?

La verità nuda e cruda è che pochi che producono a costi esorbitanti in termini di tempo, denaro e sforzi personali mantengono i molti, dei quali molti altrettanti molti forse non hanno neppure il diritto di prendere questi soldi.

Ditemi che ne pensate.
Io, per ora, mi indigno!
Grazie per l'attenzione.
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