lunedì 26 novembre 2012

La verità sull'economia e i social network

In questi ultimi anni, l'influenza dei social network è diventata increbilmente importante.
La cosa è avvenuta in un modo talmente rapido che ancora stentiamo a capire come questi cambiamenti del modo di relazionarsi delle persone stia influendo sulla struttura e sulle dinamiche della nostra società.

Lasciando adesso perdere la discussione di questo tema nei suoi tratti generali, negli ultimi tempi ci ha colpito notare quanto anche gli argomenti finanziari ed economici sia all'ordine del giorno su Facebook, Twitter e compagnia cantante.

Prendendo come paradigma Facebook, che è indubbiamente il social network più famoso e influente del nostro paese, vediamo che moltissimi utenti discutono di politica e di economia. E dei legami che esistono fra queste 2 aree.

Dal nostro punto di vista Facebook è quanto di più nazional-popolare possa esserci. Almeno in Italia. Molto più del Festival di San Remo, molto di più della Domenica IN alla tv, del calcio e del natale in famiglia.
Non che ci sia in questa nostra espressione un commento necessariamente negativo riguardo al concetto di nazional-popolare. Assolutamente.

In realtà un pò di nazional-popolare fa bene alla vita di ognuno di noi. Un pò di caciottaneria, di pressapochismo, di luogo comune, di "volemose bene", di apprezzamenti alle belle ragazze in gruppo e di pranzo luculliano la domenica con gli occhi più grandi della pancia.......
Un pò! Giusto un pò.

Poi arriva il momento in cui usciamo dalla dimensione italiota della festa e della propria identità culturale e si iniza ad analizzare le cose nella giusta dimensione.

Il social network non è il luogo ideale per un'analisi accurata dell'economia e della finanza.

Fin troppo spesso si leggono post e link su notizie economiche e finanziarie. Sparse tra le foto dell'ultima ubriacatura del sabato sera, tra le notizie della nuova conquista di crescita dei propri figli e tra l'ultima barzelletta, notizie e riflessioni utili per comprendere meglio l'economia non ce ne sono.

Il contesto e la forma, molto spesso hanno lo stesso grado di importanza della sostanza.
A volte, la forma è parte integrante della sostanza.
Altrimenti le persone non si sposerebbero in chiesa con tale sfarzo di addobbi, abiti da cerimonia e le varie chincaglierie di contorno. La forma può essere e spesso è, parte integrante della sostanza. Ovvero la forma diventa sostanza.

Purtroppo tutto questo sollevare attenzione su banche, signoraggio, finanza drogata e altre verità degne di nota, non fa che fare il gioco di chi, invece, si vorrebbe affossare.

Una sorta di al lupo, al lupo che dopo un pò intorpidisce la vitalità della notizia portandola al rango di macchietta. O di argomento nazional-popolare.
Cosa si dovrebbe fare quindi? Non parlare di queste cose? 
No. Quello è un assoluto.
La soluzione, dal nostro canto, è di seguire un filo logico di istruzione e informazione.
Che parte dalle basi e si sviluppi in modo che chi legge e ascolta, possa costruire un suo schema di apprendimento delle informazioni e un modo di valutare da se fatti, notizie e situazioni.
E' un processo lungo..... d'accordo.
Ma se vogliamo avere il fisico palestrato, non possiamo pensare di andare in palestra e sollevare subito 120 kg sulla panca e uscire con pettorali in bella vista e nessun filo di grasso sui fianchi.

Grazie per l'attenzione.
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