Pagine

Visualizzazione post con etichetta carte di credito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carte di credito. Mostra tutti i post

venerdì 26 febbraio 2021

Il Cashback, il supercashback e la ridicola figura fantozziana di chi lo ha inventato.

Ho già trattato il tema del cashback più di un mese fa, cercando di capire quale fosse la ratio ovvero la ragione profonda di questa iniziativa.

Onestamente avevo non molte perplessità. No, ne avevo di più.

Perplessità che, oggi come oggi, continuano a rimanere e che sono anzi anche aumentate. Non soltanto per i temi che il 10 gennaio toccavo (presunta lotta all'evasione fiscale) ma anche perchè questo provvedimento si sta trasformando (anzi si è già trasformato) in una pataccata di fantozziana memoria, un passo falso e una figuraccia di proporzioni epiche.
Come si pensa solo nei film possa succedere.
Ed invece accade nella realtà.

Cosa è successo in questi quasi 2 mesi di attività? Che al cashback normale (restituzione dopo 6 mesi del 10% delle spese fatte con pagamenti elettronici fatti dal vivo in negozi ed esercizi commerciali) si è aggiunto anche il SUPERCASHBACK.

Questa iniziativa, in parallelo con il cashback, va a premiare gli utenti che nel corso dei fatidici 6 mesi hanno fatto il numero più alto di transazioni. Un premio in effetti allettante, perchè si parla di 1500 euro da dare a ben 100.000 persone virtuose. 
Lo scopo? Sempre quello! Incentivare l'uso della moneta elettronica, dei pagamenti con bancomat e carte di credito/debito. E quindi aumentare il contrasto all'evasione fiscale. 

Tralasciando l'efficacia del provvedimento e tralasciando altri particolari, esaminiamo cosa è saltato fuori in questi due mesi.
In primo luogo la normativa e quindi le regole del gioco sono state abbozzate e fatte con i piedi.

La riprova è che gli spazi di manovra per i furbetti sono enormi. Al punto che, siccome non si può punire chi non rispetta delle REGOLE CHE NON CI SONO, è probabile (io direi obbligatorio) che perlomeno il provvedimento del supercacsback venga sospeso o annullato (si veda qui e qui ad esempio).

Cosa è successo? Non avendo stabilito il numero di transazioni massime da effettuare al giorno nella stessa attività e non avendo stabilito l'importo minimo della transazione che concorre all'ammontare totale della classifica, nè è ovviamente nato il sistema di molte persone di suddividere uno stesso acquisto in una miriade di microacquisti con il semplice scopo di scalare la classifica del numero di transazioni fatte.

Al momento l'ultimo della classifica (al 100.00° posto) ha effettuato in data odierna 108 transazioni. Ma salendo per la classifica si scopre che ci sono persone che hanno un numero di transazioni incredibilmente alto. Il primo sembrerebbe ne abbia 1760. Ci sono evidenze di persone che hanno fatto un numero incredibile di transazioni in pochissimo tempo. Soprattutto laddove non c'era qualcuno in carne ed ossa per controllare ovvero nei distributori automatici di carburante. Qualcuno addirittura 85 transazioni in un'ora.

Ma anche nel cashback normale ci sono persone che sono ricorse a trucchi più o meno eticamente leciti. Come ad esempio acquistare un pos portatile con cui FARSI DEI PAGAMENTI come se si fosse un negozio. In pratica pagandosi somme che di base non si sono spese realmente.

E oltre questo sono conosciuti anche i trucchi per potersi far ridare il 10% delle spese su internet in siti come Amazon e similari. Che in teoria non sarebbe possibile usando direttamente la carta nei pagamenti on line. Ma se vado in un negozio e compro una card per acquisti on line su Amazon (ad esempio), su quell'acquisto mi danno il 10% di rimborso. Quindi se compro una card da 50 euro, pago 50, ottengo una spesa di 50 € da fare sul web ma mi rimborsano 5 euro di cashback.

Un pasticcio totale.

E tutto questo ha un costo. Un costo di preparazione del sistema, un costo di gestione del sistema, un costo per i rimborsi e soprattutto un costo sotto forma di distrazione sociale. Perchè troppi italiani fanno convergere le proprie attenzioni e energie verso questo "gioco" senza utilità sociale alcune.

E niente. Alla fine chi paga? Chi paga questa stupidaggine? Che era stupida ancor prima che partisse, visto lo scopo assurdo.

E mi fermo qui.
Grazie per l'attenzione.

 fdffgd

venerdì 29 gennaio 2021

Denaro elettronico? Ne sappiamo abbastanza?

E' un tema sulla bocca di tutti: i pagamenti digitali.

E' una rivoluzione strisciante (ma neppure tanto) che sta cambiando la nostra quotidianità.

Ma siamo sicuri di averne valutato con attenzione tutti i pro e i contro? Secondo me no.

E' un pò come è avvenuto con l'avvento degli smartphone.
Dalla presentazione (ormai diventata fenomeno di culto) di Steve Job del primo Iphone, il mondo non è più stato lo stesso.

Ma avete presente come era la vita delle persone prima del 2007? Sono passati solo 13 anni eppure sembra che parliamo di secoli.

Con l'uso della moneta elettronica accadrà la stessa cosa. Ecco perchè fare qualche riflessione è d'obbligo.

In primo luogo, prima di capire cosa sia il denaro (moneta) elettronica, si dovrebbe fare un passo indietro e comprendere cosa sia il denaro in primo luogo.

Credo che parlare di denaro elettronico senza sapere bene cosa sia il denaro, sia come parlare di capacità di uno smartphone senza aver compreso cosa sia la comunicazione.

Per comprendere meglio il concetto base del denaro vi suggerisco (molto umilmente) di andare a rivedere i 4 post che su questo blog ho scritto (vai qui).

Ora possiamo vedere che la moneta elettronica non è altro che denaro (e quindi una idea) che viaggia sotto forma di informazioni digitali e non su un substrato fisico. Quando dal nostro portafoglio tiriamo fuori la nostra carta di credito o il nostro bancomat, pensiamo che quella tessera di plastica SIA il denaro. Ma non è così. Quello è solo un veicolo, un contenitore. E' un portafogli. Non è il denaro. Al punto che, come un portafoglio reale, può essere pieno di soldi o vuoto.

La moneta elettronica può quindi essere contenuta sia in una tessera di plastica ma anche dentro un cellulare. Qualcuno pensa che possa essere messa anche da altre parti. In una carta di identità, in un anello, in un braccialetto. Addirittura in un chip da inserire sottopelle, in modo che per pagare non dobbiamo far altro che avvicinare ad un sensore il nostro polso o il nostro braccio.

Succederà? Si, molto probabile. Lo scenario in cui noi stessi siamo i contenitori del nostro denaro (il denaro addosso) è tutt'altro che assurdo o improbabile.

Quale è il pericolo? Non è il denaro elettronico in se e per se. E' che la mancata comprensione del denaro porta a pericoli di gestione di un fenomeno quando questo si allontana dalla materialità della cosa.

L'esistenza di monete metalliche prima o di cartamoneta dopo, tiene agganciato il concetto di denaro ad una fisicità che evita la perdita di controllo del concetto.

E soprattutto la proprietà.

Oggi, infatti, mettendo le nostre ricchezze sotto forma di bit digitali, poniamo queste (le ricchezze ovvero i nostri capitali in denaro) a rischio di nuovi pericoli. Che sono fondamentalmente 2:

1. Il pericolo di furto da parte di nuovi tipi di ladri. Questi sono esperti di informatica e di computer, conoscono bene un mondo di cui noi invece non sappiamo praticamente niente. L'ignoranza delle persone di questo nuovo universo informatico è massima. Il fatto che si sappia usare un bancomat, navigare su Google o usare Facebook non significa conoscere il web e il computer.

2. Il pericolo di perdita del controllo del denaro. Se i miei soldi sono gestiti a livello informatico, una banca, un governo o un qualsiasi ente può subentrare a me nella gestione e nel controllo di questo denaro. Certo, suona strano che ci si debba preoccupare di cosa uno Stato può farci. Sembra assurdo. Oppure, come qualcuno dice, solo un criminale può avere paura dello Stato, non certo un cittadino onesto.

Questo non è vero. Uno Stato, un qualsiasi Stato non è un ente perfetto. Ne lo è questa cosa chiamata Banca. Le prove sono sotto gli occhi di tutti.

Questo è stato solo un esempio di qualche tempo fa. E' capitato ad Unicredit: https://amp.ilgiornale.it/news/cronache/tuo-conto-stato-azzerato-altro-caos-i-clienti-unicredit-1890183.html . Leggi.... vedrai cosa potrebbe capitare in futuro se non si prendono gli opportuni provvedimetni.

E lo stato potrebbe avere leggi ingiuste.

Adesso si parla di stimolo dei pagamenti elettronici come metodo per combattere l'evasione fiscale. Abbiamo già discusso di questo, mostrando la non veridicità di questo concetto.
Con il cashback, l'ultimo governo ha spinto le persone a fare queste cose.

Era prevedibile.

Quindi? Moneta elettronica si o moneta elettronica no? Ovviamente si ma ci vuole istruzione. Ci vuole conoscenza. E ovviamente questa non la troviamo da nessuna parte.

Nessuna Camera di commercio, scuola, comune e parti dello Stato ha creato corsi di formazione per adulti e ragazzi per aumentare la comprensione della cosa.

Cosa succederà? Sempre più caos. E la finanza, il denaro diventerà un soggetto ancora più oscuro e complesso.

Il mio suggerimento è seguire questo blog e seguirci nella preparazione della nostra soluzione a tutto questo ovvero il metodo MASTER-MONEY, il cui scopo è proprio insegnare a gestire denaro e finanze.

Grazie mille per l'attenzione

domenica 10 gennaio 2021

Cashback, ma cosa è realmente? E potrebbe funzionare?

Ci sono alcune parole che ci entrano nella testa e che non ci lasciano più stare.
Una di queste è CASHBACK.

Che altro non è che una parola inglese che significa ritorno (restituzione) di contante.
E' una iniziativa fatta dal presente governo il cui scopo è abbastanza fumoso.
A prima vista (almeno nelle dichiarazioni) sembrerebbe che questo premio all'uso di carte di credito e carte di pagamento (vedremo a breve quale differenza esiste fra le due) venga concesso per aumentare la abitudine degli italiani a usare i moderni sistemi di pagamento con moneta elettronica negli acquisti.

Abitudine che in Italia sembrerebbe non essere molto in vigore, al punto da collocare la nostra nazione fra le ultime in quanto a propensione all'uso della cosiddetta moneta digitale.
(ci sono molti sondaggi sul web: alcuni dicono addirittura che solo il 26% degli acquisti è fatto con pagamenti digitali contro la media del 45% in Europa vedi

Ma dando per assodato che questo dato sia anche vero, la vera, verissima domanda è: e quindi? Quale è il problema se anche fosse?

L'idea che personalmente mi sono fatto è come se, dovendoci occupare di dare una casa dignitosa a tutti, anzichè dedicare le nostre attenzioni a chi la casa non ce l'ha e vive per strada, ci ponessimo il problema del fatto che il colore delle tende di chi ha la casa non è particolarmente bello.

Quale è il problema se in una nazione si usano poco le carte di moneta elettronica?

Si badi bene. Io non sono contro l'uso di carte e strumenti di pagamento elettronico. Anzi. Personalmente li uso costantemente e sono tra quelle persone che per prime cominciarono ad usare molti anni addietro le nuove forme di pagamento.
Prima le carte di credito e poi Paypal e poi (finchè durò) Liberty Reserve, AlertPay per citarne alcune. Infini uno dei primi in Italia a usare i conti Revolut o i conti Monese.

Quindi non vedo un problema neppure a usare la moneta elettronica. Ma non vedo neppure un problema a usare i contanti. Sono per la totale libertà di pagamento.

Ah, l'evasione. Ah, ecco. L'evasione mi si dirà...
Incrementare l'uso di forme di pagamento in moneta elettronica favorisce la lotta all'evasione.
Che parrebbe essere fomentata e ingigantita dall'uso dei contanti.
Davvero?
Abbiamo già scritto a riguardo tante volte che viene un pò in salita voler ridire le stesse cosa.

Ma citiamo qualche numero. Prendiamo uno dei tanti studi (il web e i giornali ne sono pieni).
Se fissiamo che 100 sia l'evasione totale registrata in Italia, avremo che nel 2019 si stimavano le seguenti percentuali di evasione per queste 5 grandi aree di evasione:
A. Economia sommersa (attività in nero, non conosciute dallo stato): 18,9% del totale.
B. Economia criminale (malavita e grandi organizzazioni mafiose): 43,1% del totale.
C. Evasione di società di capitali (escluse quelle giganti o sede all'estero): 12,4% del totale.
D. Evasione delle Big Company: 20,8% del totale.
E. Evasione di lavoratori autonomi e piccole imprese: 4,8% del totale

Bene. Di che parliamo? Della lotta al 4,8% dell'evasione? E' qui il problema?
Penso non sia necessario commentare ulteriormente quanto inutile sia spendere (a oggi) 222 milioni di euro per pagare il cashback agli italiani per questo mese di dicembre.
E' il miglior uso che si poteva fare di quei 222 milioni di euro?

La loro restituzione agli italiani (senza un criterio e soprattutto senza un piano di miglioramento per il futuro - leggasi investimenti) era veramente il miglior uso che se ne poteva fare?
Lascio a voi la risposta.

Alla fine, quindi, questo cashback non si capisce bene a cosa serva. E sebbene molti italiani saranno contenti dei 30, 40 o 70 euro che gli ritorneranno in tasca (a fronte di 300, 400 o 700 euro spesi), la realtà è che questo è un errore pacchiano di un gruppo dirigente che non conosce neppure i fondamenti dell'economia e della finanza.
E se li conoscono, sono ancora più colpevoli, perchè in malafede.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...