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giovedì 9 luglio 2026

I super profitti delle banche: cosa c'è davvero dietro e perché riguardano anche i tuoi risparmi

Negli ultimi due anni si è parlato spesso dei "super profitti" delle banche. I bilanci dei principali istituti italiani hanno registrato utili record, mentre molti clienti si sono chiesti perché i mutui siano diventati più costosi e i conti correnti abbiano continuato a rendere poco. Ma cosa significa davvero che una banca realizza profitti eccezionali? E soprattutto, quali conseguenze ci sono per famiglie e imprese?

Capire questo fenomeno è importante perché riguarda direttamente il costo del denaro, i finanziamenti, il rendimento dei risparmi e persino le decisioni economiche delle famiglie.

Perché le banche hanno guadagnato così tanto?

La principale ragione è stata la rapida crescita dei tassi di interesse decisa dalla Banca Centrale Europea per contrastare l'inflazione. Dopo anni di tassi vicini allo zero, tra il 2022 e il 2024 il costo del denaro è aumentato in modo significativo, modificando profondamente i ricavi delle banche.

Il meccanismo è relativamente semplice.

Le banche raccolgono denaro dai clienti attraverso conti correnti e depositi e lo prestano sotto forma di mutui e finanziamenti. Il loro guadagno principale deriva dalla differenza tra gli interessi incassati sui prestiti e quelli riconosciuti ai risparmiatori, il cosiddetto "margine di interesse".

Facciamo un esempio.

Una banca raccoglie 100 milioni di euro pagando ai correntisti uno 0,50% annuo. Successivamente concede mutui e prestiti con un interesse medio del 4%.

  • Interessi pagati ai clienti: 500.000 euro.
  • Interessi incassati dai finanziamenti: 4 milioni di euro.
  • Margine lordo: circa 3,5 milioni di euro.

Quando i tassi aumentano rapidamente, i prestiti diventano quasi subito più redditizi, mentre la remunerazione dei depositi spesso cresce molto più lentamente. È proprio questo squilibrio che ha contribuito agli utili record registrati da numerosi istituti.

Perché molti clienti non hanno beneficiato dell'aumento dei tassi?

Molti risparmiatori si sono accorti che il saldo del proprio conto corrente continuava praticamente a non produrre interessi, nonostante le notizie sui tassi elevati.

Il motivo è semplice: il conto corrente nasce come strumento di pagamento e gestione della liquidità, non come investimento. Le banche non sono obbligate a riconoscere automaticamente un interesse elevato sulle somme depositate.

Chi ha lasciato, ad esempio, 30.000 euro fermi su un conto remunerato allo 0,20% ha ottenuto circa 60 euro lordi di interessi in un anno.

Se la stessa somma fosse stata collocata, dopo un'attenta valutazione del proprio profilo di rischio e delle proprie esigenze di liquidità, in un deposito vincolato al 3%, il rendimento lordo sarebbe stato di circa 900 euro.

Naturalmente ogni soluzione presenta caratteristiche, vincoli e rischi differenti. Per questo motivo è importante confrontare le offerte disponibili e verificare sempre condizioni, durata del vincolo e tutela prevista dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che protegge i depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca.

Le nuove regole e il dibattito politico

Gli elevati utili bancari hanno alimentato un ampio dibattito politico.

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte sul tema della tassazione degli extraprofitti bancari, con norme successivamente modificate durante l'iter di approvazione. Parallelamente, autorità di vigilanza e associazioni dei consumatori hanno più volte richiamato gli istituti a offrire una maggiore remunerazione della liquidità dei clienti.

Nel frattempo continua anche l'evoluzione normativa europea in materia bancaria, con particolare attenzione alla trasparenza nei confronti della clientela e alla solidità patrimoniale degli istituti.

Dal 2026 proseguono inoltre gli obblighi previsti dalla normativa europea sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica e la continuità dei servizi bancari. Per i clienti questo significa banche chiamate a investire sempre di più nella protezione dei dati e nella gestione dei rischi tecnologici.

Cosa può fare concretamente il risparmiatore

Le banche hanno tutto il diritto di realizzare utili, purché nel rispetto delle regole di mercato e della normativa vigente. Tuttavia anche il cliente può adottare comportamenti più consapevoli.

La prima domanda da porsi è semplice: "I miei soldi stanno lavorando oppure sono semplicemente fermi sul conto?"

Non significa inseguire rendimenti elevati o assumere rischi eccessivi. Significa verificare periodicamente se il proprio conto corrente è ancora adatto alle proprie esigenze, confrontare i costi, controllare i tassi riconosciuti sulle giacenze e valutare eventuali alternative coerenti con i propri obiettivi finanziari.

Un altro aspetto spesso trascurato riguarda il mutuo. Chi ha sottoscritto un finanziamento a tasso variabile negli anni passati dovrebbe verificare se oggi esistono le condizioni per una surroga o una rinegoziazione. Anche una riduzione di pochi decimi di punto percentuale può tradursi in un risparmio di diverse migliaia di euro sull'intera durata del prestito.

Educazione finanziaria in pillole

Un conto corrente non dovrebbe essere utilizzato come strumento di investimento. È pensato per gestire incassi, pagamenti e una riserva di liquidità per le spese quotidiane o impreviste.

Prima di lasciare somme importanti ferme per mesi o anni, è utile chiedersi quale parte del patrimonio debba restare immediatamente disponibile e quale, invece, possa essere destinata a strumenti coerenti con il proprio orizzonte temporale e il proprio livello di rischio. Una semplice verifica annuale può aiutare a prendere decisioni più consapevoli senza inseguire mode o promesse di facili guadagni.

In un periodo in cui il settore bancario continua a registrare risultati importanti, essere clienti informati è il modo migliore per tutelare i propri interessi. Conoscere il funzionamento dei tassi, confrontare le condizioni offerte dagli istituti e controllare periodicamente la propria situazione finanziaria sono abitudini che possono fare una grande differenza nel lungo periodo.

Hai un dubbio? Scrivilo nei commenti.

mercoledì 24 giugno 2026

Mutui nel 2026: conviene rinegoziare il tasso o surrogare? Guida pratica per risparmiare davvero

Negli ultimi anni molte famiglie italiane hanno visto aumentare sensibilmente il costo del mutuo a causa dell'impennata dei tassi di interesse. Dopo la fase di rialzi avviata dalla Banca Centrale Europea per contrastare l'inflazione, il 2025 e il 2026 stanno mostrando uno scenario diverso, caratterizzato da una graduale riduzione del costo del denaro. Per questo motivo molti mutuatari si stanno ponendo una domanda concreta: conviene rinegoziare il mutuo con la propria banca oppure trasferirlo presso un altro istituto tramite surroga?

Capire la differenza può tradursi in un risparmio di migliaia di euro nel corso degli anni.

Perché oggi molti mutui possono essere migliorati

Quando i tassi erano ai massimi, numerosi mutui a tasso variabile hanno registrato aumenti consistenti della rata mensile. Anche chi ha sottoscritto un mutuo a tasso fisso durante i periodi meno favorevoli potrebbe oggi trovare condizioni più vantaggiose.

Immaginiamo un mutuo residuo di 120.000 euro con una durata ancora di 20 anni e un tasso del 4%. La rata mensile è pari a circa 727 euro.

Se il tasso venisse ridotto al 3%, la rata scenderebbe a circa 665 euro. Il risparmio sarebbe di circa 62 euro al mese, pari a oltre 740 euro all'anno.

Naturalmente ogni situazione è diversa, ma questi numeri aiutano a comprendere perché molte famiglie stiano rivalutando il proprio finanziamento immobiliare.

Rinegoziazione: la soluzione più semplice

La rinegoziazione consiste nella modifica delle condizioni del mutuo direttamente con la banca che lo ha erogato.

In pratica, il cliente chiede all'istituto di credito di applicare un tasso più conveniente o di modificare alcune caratteristiche del contratto, come la durata residua.

Il principale vantaggio è la semplicità dell'operazione. Non occorre cambiare banca e generalmente la procedura richiede meno documentazione rispetto a una nuova pratica di finanziamento.

Tuttavia, la banca non è obbligata ad accettare la richiesta. La decisione dipende dalle politiche commerciali dell'istituto e dalla posizione del cliente.

Per aumentare le probabilità di successo può essere utile confrontare preventivamente le offerte presenti sul mercato e presentarsi alla trattativa con dati concreti.

Surroga: quando il mercato offre condizioni migliori

La surroga, disciplinata dall'articolo 120-quater del Testo Unico Bancario, consente di trasferire gratuitamente il mutuo presso un'altra banca che offre condizioni più vantaggiose.

L'aspetto più interessante è che il cliente non sostiene costi notarili, penali o spese di estinzione anticipata. Tutti gli oneri dell'operazione sono a carico della nuova banca.

Facciamo un esempio.

Supponiamo che una famiglia abbia un mutuo residuo di 150.000 euro al tasso del 3,8% e trovi sul mercato una proposta al 2,9%.

Su una durata residua di 22 anni, il risparmio complessivo potrebbe superare i 20.000 euro tra minori interessi e rate più leggere.

Naturalmente occorre verificare attentamente il TAEG, che rappresenta il costo complessivo del finanziamento e consente confronti più corretti rispetto al solo TAN.

Le scadenze e i tempi da conoscere

Molti consumatori non sanno che la normativa prevede tempi precisi per la conclusione della procedura di surroga.

La banca originaria e quella subentrante devono completare il trasferimento in tempi contenuti e senza ostacolare il cliente. In caso di ritardi ingiustificati possono essere previste forme di risarcimento.

Nel 2026, inoltre, continua l'attenzione delle autorità di vigilanza verso la trasparenza delle offerte di credito e la corretta informazione ai consumatori. Prima di firmare qualsiasi proposta è fondamentale leggere con attenzione il Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES), documento che riassume tutte le condizioni economiche del mutuo.

Chi sta valutando una rinegoziazione o una surroga dovrebbe inoltre monitorare periodicamente l'andamento dei tassi e richiedere più preventivi, evitando di fermarsi alla prima proposta ricevuta.

Conclusione operativa

Se hai un mutuo acceso da alcuni anni, il 2026 potrebbe essere un buon momento per verificare se esistono condizioni migliori rispetto a quelle sottoscritte in passato.

La prima mossa consiste nel controllare il tasso applicato, il capitale residuo e la durata ancora da rimborsare. Successivamente puoi chiedere una proposta di rinegoziazione alla tua banca e confrontarla con eventuali offerte di surroga presenti sul mercato.

Anche una riduzione apparentemente modesta del tasso può tradursi in un risparmio significativo nel lungo periodo.

Educazione finanziaria in pillole

Quando confronti due mutui, non guardare soltanto la rata mensile. Verifica sempre il TAEG, le eventuali spese accessorie e il costo complessivo degli interessi da pagare fino alla scadenza. Una rata più bassa non sempre significa un mutuo più conveniente.

Hai un dubbio sulla tua situazione o vuoi raccontare la tua esperienza con una surroga? Scrivilo nei commenti.

lunedì 10 ottobre 2022

Una corretta pianificazione delle spese (la gestione dei soldi) - 2a parte

Scopo della pianificazione finanziaria è di tenere sotto controllo un flusso, che è quello monetario, che ha ovviamente dei momenti di alto e dei momenti di basso.

E’ insito (praticamente naturale e ovvio) nella natura delle cose che non ci sia corrispondenza e coordinazione fra le entrate e le uscite. Così come è altrettanto nella natura delle cose che ci siano degli imprevisti nelle proprie aspettative, sia di entrata che di uscita.

La pianificazione serve anche e, forse, soprattutto per questo motivo.

SCOPO DELLA PIANIFICAZIONE E’ QUINDI TENERE SOTTO CONTROLLO L’IRREGOLARITA’ DELLE ENTRATE E DELLE USCITE. Sia in termini di irregolarità di tempo che di irregolarità di grandezza.

 

SCHEMA DELLA PIANIFICAZIONE

La prima cosa da fare è scegliere il lasso temporale della pianificazione. In genere può essere utile partire dal MESE per poi vedere se non sia meglio adottare un'altra temporizzazione (più corta o più lunga).

OGNI MESE ci saranno delle uscite e OGNI MESE ci dovrebbero essere delle entrate (se così non è, verificare se non sia più opportuno scegliere un’altra temporizzazione). Non è detto che tutti i mesi ci siano delle entrate ma sicuramente per la maggior parte delle persone e/o famiglie, è la temporizzazione più corretta.

Abbiamo detto che abbiamo 2 grandi tipi di entrate. Quelle da reddito/rendita/regali e quelle da prestito. Le ultime sono differenziate perché, prima o poi, devono essere restituite e quindi si trasformeranno in una uscita. Tanto entra e tanto uscirà. Quindi sono di natura diversa.

Il primo tipo di entrata, ha delle fonti diverse. Nella pianificazione dovrebbero essere elencate tutte e nel dettaglio.

Esempio:
entrata da stipendio dipendente
entrata da pensione
entrata da pagamento fattura
entrata da incasso rendita immobile
entrata da incasso rendita finanziaria
entrata da donazione, etc…

Se un lavoratore ha più fonti di guadagno, può essere ottimale anche differenziarle. Un lavoratore autonomo che abbia due attività differenti (ad esempio un elettricista che svolga anche il lavoro di formatore o docente) può segnare in modo differente queste entrate. Lo stesso per un dipendente che abbia anche una entrata da procacciatore d’affari o da venditore.

Le uscite hanno sempre 2 macro-categorie: uscite da spesa e uscite da rimborso. Quest’ultima si applica SOLO alle uscite effettuate per il rimborso di un prestito che nel passato è stato segnato come uscita. In genere nel rimborso di un prestito sono compresi anche dei costi di rimborso. Questi NON DEVONO essere contati in questa voce ma in una voce separata che è tipicamente una uscita da spesa. Questa potrebbe, per esempio, chiamarsi spesa rimborso finanziamenti.

Le uscite da spesa sono a loro volta classificabili secondo un criterio di frequenza e stabilità di importo. Ci sono infatti delle spese ricorrenti (che si presentano SEMPRE) e che sono definite, in una maggiore o minore misura, prima ancora che si verifichino in un modo abbastanza esatto o comunque prevedibile. Ci sono altre spese che sono si ricorrenti ma non è detto che si presentino.

Poi ci sono spese che accadranno solo se chi decide (individuo o famiglia) la pianificazione vorrà che accadono. Ed infine vi sono le spese che sappiamo avverranno nel futuro ma non sappiamo quanto. E che quindi andiamo a preparare un fondo per quando accadrà. I conferimenti ad un fondo spesa, si chiamano accantonamenti e vengono segnate come spese nel mese in cui vengono fatti.

Schematicamente avremo, quindi.

SPESE FISSE RIPETITIVE (bollette, utenze, affitti o mutui, spese rimborso finanziamenti, assicurazioni, tasse fisse, etc.) – queste spese si sa che esistono e si può definire in anticipo quale importo abbiano. Non è detto che tutti gli individui / famiglia abbiano lo stesso elenco di spese (esempio se una famiglia ha casa di proprietà senza mutuo non pagherà né affitto né rata mutuo ma pagherà delle tasse annuali che sono sempre spese fisse ripetitive). Non è detto che tutte le spese fisse ripetitive siano a esatta scadenza mensile. L’esempio più classico è la copertura assicurativa delle auto o il bollo auto. Si paga semestralmente o annualmente. Ciononostante è logico che una tassa che paghi una volta l’anno serva a coprire i 12 mesi. Quindi se pago un rata assicurativa di 600 euro l’anno, è logico che se la ripartisco in 12 mesi, avrò una quota di spesa assicurativa di 50 euro l’anno. Perché non è CORRETTO imputare in un mese all’anno 600 euro di spesa mentre negli altri mesi zero.

Nei mesi in cui non conteggio i 50 euro spenderò per altre cose 50 euro che non dovrei avere (perché destinati a pagare l’assicurazione) e nel mese in cui materialmente pago i 600 euro dell’assicurazione sarò nei guai perché probabilmente dovrò tagliare di colpo altre spese e rimandarle al futuro. Qualche volta creando dei problemi.

La pianificazione serve proprio a REGOLARIZZARE queste difformità fra la gestione mensile (o altra durata temporale) e il reale avvicendarsi di entrate e uscite.

Come si procede? Si prendono quindi tutte le uscite fisse sicure che si hanno in un anno e se le si paga una volta, le si divide per 12. Se le si paga ogni 6 mesi, si somma l’importo (6 mesi + 6 mesi) e si divide per 12. E così via.

CONTINUA....

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

venerdì 7 ottobre 2022

Una corretta pianificazione delle spese (la gestione dei soldi) - 1a parte

Nella nostra quasi ventennale esperienza in materia di finanziamenti, abbiamo avuto modo di incontrare, parlare e conoscere centinaia e centinaia di clienti.

Se contiamo anche solo gli incontri puramente conoscitivi che non hanno portato ad una consulenza approfondita, parliamo di migliaia di incontri.

Questa ampia esperienza, ci ha portato a trovare dei fattori comuni nelle persone riguardo la gestione dei soldi. Tema così vasto da non poter essere affrontato e risolto in un solo post.

In primo luogo è indubbio che essendo i soldi il lubrificante e il carburante del nostro modo di vivere (non è un errore, è stato volutamente scritto così!), essi abbiano assunto un'importanza stratosferica rispetto al passato.

Non che stiamo affermando che ci siano stati nei tempi andati, periodi in cui il denaro non contasse. Ha sempre contato tanto. Ma in questi ultimi anni ci sono dei fattori che hanno portato la GESTIONE DEI SOLDI ad un livello di importanza che prima non avevano.

Per gestione dei soldi non intendiamo solo quanti soldi una persona (o una famiglia) guadagna.
Intendiamo proprio le conoscenze, gli strumenti e le azioni che ogni individuo deve conoscere per semplicemente far funzionare le cose. Perchè il mondo cambia e lo fa ad una velocità tale per cui è veramente difficile tenersi al passo.

E così capita che anche chi guadagna bene e ha un reddito sufficiente, si trova alle prese con problemi di soldi, di spesa, di come gestire il proprio denaro.

Facciamo quindi un piccolo passo indietro e vediamo di partire dai fondamenti.

ENTRATE - USCITE
I soldi sono una entità numerica. Sono rappresentati da una valuta (in Italia e al momento, l'Euro) e sono lo strumento principe che si usa per gli scambi economici. Invece di usare altro, si usano i soldi come merce di scambio.
I soldi vanno difesi, vanno protetti e conservati. I soldi vanno stoccati (conservati) in luoghi e forme idonee.

Quando dei soldi entrano nella nostra disponibilità (significa che diventano nostri e ne possiamo disporre a volontà) questa si chiama ENTRATA.
Quando dei soldi escono dalla nostra disponibilità (significa che non sono più nostri) questa si chiama USCITA,

I motivi per cui si ha una entrata e i motivi per cui si ha una uscita sono i più vari. Ma questo è un altro discorso.
Possiamo solo dire che le ENTRATE sono di due tipi principali e le USCITE sono di due tipi principali. Avremo
E1. Entrate da guadagno/regalo.
E2. Entrate da prestito.

U1. Uscita da spesa.
U2. Uscita da rimborso prestito.

PIANIFICAZIONE FINANZIARIA
La pianificazione finanziaria altro non è che un controllo e previsione di come le entrate e le uscite di qualcuno (o di una famiglia o di una azienda) si manifestano. In particolare con il riferimento ad un periodo di tempo che si ripete. Questo periodo di tempo può essere il giorno, la settimana, il mese oppure l'anno. Oppure periodi anche diversi ma sempre e comunque di durata costante.

Le famiglie in genere usano il mese come criterio di riferimento per le entrate e le uscite. E' un buon criterio ma non è detto che per tutti e sempre sia il migliore.

Usare il mese come criterio di tempo vuol dire che si paragonano le entrate di un particolare mese con le uscite di quel mese. Ma significa anche che si paragonano le entrate di quel mese con le entrate dei precedenti mesi. E si paragonano le uscite di quel mese con le uscite dei precedenti mesi.
Non solo. Sarebbe ottimale anche dare uno sguardo a come sono le entrate del mese che si sta considerando con lo stesso mese degli anni precedenti. E dare uno sguardo alle uscite di quel mese con le uscite di quel tipo di mese degli anni precedenti.

In genere le entrate dovrebbero essere MAGGIORI delle uscite. 
Questa legge si chiama la legge della solvibilità perchè garantisce che la persona (o famiglia) possa sopravvivere a lungo e bene.
Questo non impedisce che ci possano essere dei periodi di tempo in cui le uscite sono maggiori delle entrate. E' logico che occorre che i mesi in cui le uscite sono più delle entrate siano pochi e che il disavanzo (il disavanzo è quando le uscite sono maggiori delle entrate) sia comunque contenuto.

Quando le uscite sono maggiori delle entrate, è possibile continuare come nulla fosse solo in presenza di RISERVE. Ovvero di precedenti avanzi (un avanzo è quando le entrate sono maggiori delle uscite) di qualche periodo del passato.

Se non ci sono riserve, non è possibile avere nessun mese in cui cui le uscite sono superiori alle entrate.

Quando questo accade ci sono delle soluzioni. Che elenchiamo:
1. Si aumentano le entrate.
2. Si diminuiscono le uscite.
3. Una combinazione delle due soluzioni precedenti.

Come abbiamo visto le entrate non sono solo guadagni ma esistono anche le entrate da finanziamenti.
Ciononostante lo schema di cui sopra è comunque valido.

CONTINUA.....
Grazie per l'attenzione.

mercoledì 5 ottobre 2022

Cattivo pagatore? Cosa significa? Come si diventa cattivo pagatore?

CATTIVO PAGATORE!

Questa dicitura o affermazione, è diventata l'incubo di qualsiasi consumatore o cittadino della nostra nazione.

Quando si ha bisogno di un prestito e si va da una banca o finanziaria ma anche quando siamo li per prenderci il nostro nuovo telefono preferito o la nostra nuova stufa perfetta per l'imminente inverno, ecco che MAGARI la nostra richiesta viene respinta e oltre al diniego ci viene detto:

"Questo è avvenuto perchè lei è un CATTIVO PAGATORE!"

E poi....
E poi andiamo su internet o apriamo un giornale e leggiamo una pubblicità che ci chiede:
"Sei un cattivo pagatore? Chiamaci, che possiamo aiutarti!"
O cose del genere.

E, come spesso succede, noi non abbiamo ben chiaro cosa esattamente questo significhi e in che modo questo possa essere successo. Facciamo un pò di memoria eppure ci sembra che in tutte le operazioni passate abbiamo sempre onorato i nostri prestiti, rimborsando sempre tutto.

Lo sappiamo. In questo blog, facciamo finta di non sapere niente e ripartiamo da capo.

Cosa è un CATTIVO PAGATORE? In realtà questa dicitura NON ESISTE. In Italia è un tipo di attribuzione qualitativa che non esiste e non è disciplinata da nessuna legge o regolamento.

E' solo un modo di dire, che ha preso piede ed ora viene usato in molti contesti, spesso a sproposito.

In Italia quello che esiste sono i S.I.C., ovvero i Sistemi di Informazione CreditiziaChe non sono altro che delle banche dati in cui vengono raccolti i nomi, i tempi e le condizioni dei prestiti o finanziamenti fatti sul territorio italiano.

Ma faccio un passo indietro.

Perchè ci sono le SIC? Le SIC esistono per una esigenza. Chi presta soldi (chi concede i finanziamenti) deve sapere con esattezza chi ha di fronte. Per concedere un finanziamento deve sapere quanto guadagni, da quanto tempo e in che modo. Ma deve anche sapere quali altri finanziamenti hai in corso. Deve sapere se (ad esempio) mentre chiedi un finanziamento ad una banca, tu (contemporaneamente) non stia chiedendo un altro finanziamento presso un'altra banca. E che quindi con lo stesso reddito, ottieni due finanziamento in contemporanea.

Cosa c'è in un SIC? Ci sono i nomi di chi ha chiesto e di chi sta chiedendo un finanziamento. In qualunque struttura finanziaria operante nel territorio nazionale. Ci sono i nomi di chi ha concesso o sta valutando di concedere un finanziamento. Ci sono gli importi, la rata, la durata e altre informazioni specifiche. C'è soprattutto riportata la storia comportamentale della persona in precedenti finanziamenti. Li ha pagati? Li ha pagati regolarmente?

I SIC sono una archivio pubblico, o gestito da un ente pubblico o statale? In linea generale NO. Esiste un SIC pubblico che è la Centrale Rischi della Banca d'Italia ma la maggior parte dei SIC sono di natura privata. Sono spa create con l'intento di fare utile.

Quali sono i principali SIC? Abbiamo il CRIF, Experian, CTC, il Cerved e altri di importanza minore.

Si finisce nei SIC solo quando si sbaglia o si combina qualche pasticcio? NO, assolutamente no. I SIC non sono dei database, degli archivi di cattivi pagatori. Ogni SIC (in modo diverso) potrebbe contenere informazioni miste (positive o negative) e difatti le contiene. Quando si attiva un finanziamento o lo si paga regolarmente si finisce lo stesso nei SIC e si viene sempre e comunque "segnalati" ma la segnalazion è in questo caso positiva.

I buoni pagatori vengono segnalati nei SIC? Si, nei SIC che contengono informazioni positive si. Ad esempio il sistema più usato è il CRIF, che è un archivio privato. SI finisce in Crif per qualsiasi attività connessa ad un finanziamento. Che lo abbiamo semplicemente richiesto, che lo abbiamo ottenuto, che lo stiamo pagando bene o che lo stiamo pagando male. Sempre.

Quindi nei SIC non ci sono solo i cattivi pagatori? NO, certo che no.

Quindi posso finire in CRIF solo perchè sto pagando un prestito? SI, esattamente. Puoi finire in CRIF solo perchè HAI chiesto un finanziamento.

Come si sa cosa c'è scritto nei SIC su di me? Esistono i siti di ognuno di questi archivi ed è diritto di ogni cittadino poter visionare ciò che c'è scritto su di se. Basta indicare il proprio codice fiscale e il sito ci manderà un report in cui è scritto ogni fatto che ci riguardi relativo ai nostri finanziamenti che non sia troppo lontano nel tempo.

Perchè viene rifiutato un finanziamento? I motivi sono tanti. Il primo è che in un SIC o in più SIC ci sono informazioni negative su di noi. Qualche rata pagata in ritardo oppure non pagata per niente. Un eccesso di prestiti/carte/finanziamenti in corso. L'aver emesso un assegno a vuoto. Non aver pagato una cambiale. Avere una ipoteca di qualche tipo. Avere su di se un provvedimento legale o una esecuzione forzata.
Si può avere un finanziamento rifiutato anche solo per un comportamento ritenuto non idoneo come richiedere continuamente finanziamenti senza un criterio. Dopo aver fatto una richiesta e dopo che questa è stata bocciata, è molto probabilmente che per un mese o per poco più, qualsiasi altra nostra richiesta (fatta in altre banche/finanziarie) venga rifiutata in automatico.

In conclusione, è importante per ogni cittadino italiano sapere quale è il suo punteggio di merito creditizio (quanto siamo affidabili per un finanziamento) e fondamentale avere buone informazioni nei sistemi informativi creditizi, SIC.
E' importante avere buone informazioni perchè anche un prospetto (in un SIC) in cui non c'è nessuna segnalazione (nè positiva nè negativa) difficilmente viene finanziato. Soprattutto se sta richiedendo liquidità importanti, se lavora da poco e cose simili. Poi questa regola ha delle eccezioni e quando compro un bene direttamente in un centro commerciale, è più facile ottenere un finanziamento. E se non vi sono informazioni negative, anche se siamo giovani e lavoriamo da poco molto difficilmente la nostra richiesta di prestito verrà rifiutata.

Soprattutto perchè l'importo da finanziare è basso (magari sui mille euro o magari meno) e perchè la struttura che vende, magari, ha un accordo di divisione delle spese e un accordo di garanzia del cliente finanziato.

Morale? E' importante conoscere ciò che c'è scritto su di noi nei SIC.
Non capita spesso ma potrebbero esserci degli errori (tutti gli esseri umani sbagliano) ed è giusto conoscerli e farli rettificare.
Richiedere queste informazioni su di noi è doveroso ed è un diritto.
Facciamo tempo prima di chiedere un nuovo finanziamento. Non quando abbiamo urgenza di chiedere un finanziamento.

Grazie per l'attenzione.

giovedì 22 settembre 2022

I comparatori di offerte finanziarie su internet: sono efficaci e trasparenti? (2a parte)

La pubblicità, diceva un detto, è l'anima del commercio.

Questa cosa ha preso talmente piede che si è arrivati (secondo il nostro modestissimo parere) a invertire i criteri di importanza delle cose.

Per essere più chiari, la pubblicità è importante. Assolutamente. Ma qui ormai è diventata la SOLA cosa importante.
Non è più il prodotto o il servizio ad essere la cosa fondamentale. Su cui un pò di pubblicità di certo non guasta.
No.
Adesso è la SOLA pubblicità che conta. Chi ne fa di più, chi ne offre di più, chi diffonde i messaggi più efficaci ha ragione e porta a casa la pagnotta.

Esempi?
Rimanendo nel nostro campo, cioè quello finanziario e più specificatamente parlando di offerta di prodotti finanziari al consumo come prestiti o cessioni del quinto assistiamo alle seguente situazione.

Abbiamo i comparatori che non sono altro che dei luoghi in cui concentrare le offerte di tutti i potenziali concorrenti.
Già questo meccanismo è altamente pericoloso.
Sebbene per il consumatore sia qualcosa di vantaggioso poter vedere le offerte di diverse banche e finanziarie in un unico luogo, la domanda è: i prodotti esposti sono veramente paragonabili?

Spesso non lo sono ma la cosa più pericolosa è il messaggio che viene emesso e che, ben presto, il mercato e quindi il consumatore fa suo.
Ovvero che tutti sono uguali a tutti e che l'unico fattore che distingue le offerte è il costo.
Cosa che non è assolutamente vera.

Certo, ci siamo sentiti ribattere che i soldi sono uguali e che 10.000 euro offerti da una banca sono uguali a 10.000 euro offerti da un'altra banca. Ma questo non è vero. Perchè al cliente non vengono offerti 10.000 euro. Nossignore.
Al cliente viene offerto un servizio, in cui una parte dello steso è l'ottenimento di un prodotto che sono i 10.000 euro.

E' come quando si va ad un ristorante. Si va per mangiare e quindi sembra che la bontà e freschezza del cibo sia l'unica cosa che conta perchè è quella oggettiva. Si va per un prodotto. Ma al ristorante non un ottiene un prodotto. Si ottiene un servizio. Di cui il prodotto è parte fondamentale, per carità. Ma non finisce li.
Neppure in un supermercato, in cui si compra dallo scaffale, si comprano SOLO prodotti. Anche li vi è un servizio, anche se con proporzioni diverse.

E neppure quando siamo un'azienda che compra materiale semplice all'ingrosso abbiamo solamente un prodotto. Perchè contano i tempi di consegna, le modalità di consegna, i tempi di fatturazione, la gestione dei resi e via dicendo.

Quando si chiede un prestito personale, non si sta solo chiedendo dei soldi. Si chiede serietà, si chiede affidabilità, si chiede pazienza, si chiede comprensione, si chiede discrezione, si chiede gentilezza, si chiede servizio di assistenza, si chiede disponibilità a fornire informazioni, a farsi trovare in orari diversi dai soliti.
A fissare un appuntamento d'urgenza in un giorno pre-festivo.

Per qualcuno questi fattori sono pochi importanti. Per altri sono molto importanti.
Certo. Il lavoro che internet e i comparatori è convincere tutti i clienti che loro stanno acquistando solo prodotti e non servizi. E quindi nullificano la complessità del prodotto in una semplificazione estrema.

Però proprio stamattina una cliente mi ha chiamato (dopo averle fatto il finanziamento l'anno scorso) per chiedermi delle informazioni molto personali e riservate su come tirarsi fuori da un problema finanziario enorme per cui non aveva una soluzione immediata.
Non sapeva a chi rivolgersi e ha pensato a me.
Io ho risposto, ho ascoltato e ho capito il problema.
E ho dato una soluzione in base alla mia esperienza.
Il tutto a zero costi del cliente perchè considero questo servizio parte del mio lavoro.
Per I MIEI CLIENTI.
Ma spesso non solo.

Quanto vale questo?
Lascio a voi la risposta.

Grazie per l'attenzione.

lunedì 27 giugno 2022

Il credito al consumo è un "prodotto" come gli altri? parte II

Abbiamo raccontato le avventure del nostro amico GIGI (qui). 

Tutto questo sembra molto scolastico ma è per portare alla semplicità dei concetti che se analizzati nella loro quotidianità ci possono sfuggire. O apparire più complicati di quello che sono.

E' logico che quasi ogni consumatore sia sempre leggermente diffidente nei confronti di chi vende qualcosa. Ne parleremo in modo espresso in un prossimo articolo (Perchè il consumatore ha spesso così tanta diffidenza nei confronti di chi gli propone qualcosa?) ma qui ci basta riflettere che questo accade.

I motivi li vedremo ma per ovviare a questa diffidenza, spesso il consumatore cerca di esercitare un controllo sulle trattative di vendita. Cosa più che onesta e più che doverosa.

Così quando il consumatore, il nostro amico GIGI, va da qualche parte o contatta qualcuno per comprare qualcosa, prima di impegnarsi cerca di ottenere il numero maggiore di informazioni per esprimere un giudizio di convenienza.

E anche questo non è solo più che giustificato ma è esattamente ciò che un qualsiasi potenziale cliente dovrebbe fare: informarsi delle caratteristiche salienti di ciò che sta acquistando o vorrebbe acquistare.
Anche per paragonare le diverse offerte di mercato.

Ma è qui che GIGI, il nostro amico GIGI spesso cade.
Il prodotto "Credito al consumo" (chiamato semplicemente finanziamento) non è un prodotto fisico ma un servizio tagliato su misura della persona che lo richiede. Quindi, prima di poterlo "cucire" addosso al potenziale cliente, occorre fare un lavoro.

Per chi vende una stampante di un computer il prezzo di questa non cambia se a comprarla è GIGI o BEPPE o TIZIO o CAIO. Non cambia. Il prezzo sarà sempre quello. A meno che uno di questi signori non dica "Ne voglio mille, che prezzo mi fai...:"

Rendo l'idea?

Per chi VENDE un finanziamento o del credito al consumo, chi lo "compra" è assolutamente importante. Quindi ci sarà un prezzo di questo prodotto per GIGI, un altro prezzo per BEPPE e un altro prezzo per CAIO.
Questo sembra brutto, ma non è una questione personale. I prezzi sono differenti perchè le posizioni socio-economiche di diversi richiedenti sono diverse.

Facciamo un esempio semplice.

Immaginiamo che al telefono un cliente ci chieda un preventivo di costi per un finanziamento di 15.000 euro. Per chi deve preparare questa "sorta" di preventivo ci sono un sacco di informazioni che servono. Perchè? Lo abbiamo detto. E' un servizio tagliato su misura, non un oggetto solido.

Quindi servirà l'età del richiedente, il suo stato familiare, la presenza o meno di altri prestiti, l'ammontare di reddito percepito al mese, il tipo di lavoro svolto, il tipo e grandezza dell'azienda per cui lavora. E a seconda del tipo di finanziamento sarà necessario conoscere lo storico dei pagamenti del passato oppure la presenza o meno di un buon stato di salute.

Quindi.... Se il cliente che chiama non fornisce questi dati, che tipo di preventivo potrà essere dato?
La verità è che quando questo preventivo viene dato, il suo valore è quasi nullo. Perchè quasi sempre si manda il preventivo di una persona con una condizione ideale. Giovane, con lavoro pubblico o statale, con ampio reddito e così via.

Sappiamo che è fastidioso dover interagire con un professionista in modo ampio. Sembra una perdita di tempo. Ma a meno che non siamo noi stessi dei professionisti del settore, è molto facile cadere in errore.

Perchè il credito al consumo è un prodotto completamente diverso dagli altri.


GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

giovedì 23 giugno 2022

Il credito al consumo è un "prodotto" come gli altri? parte I

Il credito al consumo è stata una delle invenzioni del sistema economico capitalista moderno.

L'idea di prendere un prodotto OGGI e pagarlo un poco per volta nel tempo, è stata la colonna portante di tutta l'economia.

Dalla fine della seconda guerra mondiale ad adesso.

Quale è questa idea?

L'idea è che ogni lavoratore produce della ricchezza nel corso di un certo tempo. Se egli lavora come operaio in una azienda, si sa che in un lasso di tempo di 10 anni (per esempio) egli produrrà della ricchezza derivante dal suo lavoro (insieme a quello degli altri ovviamente).
Il nostro lavoratore (che chiameremo GIGI per comodità) può quindi idealmente creare una lunga linea di produzione di ricchezza: dall'oggi ad un certo punto del futuro.

Gigi sa che alla fine di questa lunga linea, egli potrà disporre di una certa ricchezza. Che (badate bene) non è regalata. Ma è sua. E' una sua ricchezza perchè la produrrà lui.
Da un punto di vista logico egli può prendere quindi questa ricchezza futura e usarla.

Gigi SA che disporrà di una certa ricchezza. La difficoltà sta nel prendere questa sua ricchezza, che egli ha nel futuro, e portarla nel tempo presente, nell'oggi, nel mondo reale in cui egli concretamente vive. E questo lo si fa vendendo a qualcuno quella ricchezza (del futuro) e facendosi dare in cambio una stessa quantità di ricchezza nel tempo presente.

Questa operazione si chiama FINANZIAMENTO. Tu vendi della ricchezza che avrai ma che ancora non hai e ottieni della ricchezza che esiste ora.
La cosa ha un costo, ovviamente. Perchè lo scambio non è alla pari. Chi ti da la sua ricchezza al presente ha degli svantaggi perchè si sta privando di una cosa posseduta. Con tutto ciò che ne deriva in mancate occasioni da sfruttare.
Questo costo è simboleggiato in modo matematico dal cosiddetto INTERESSE. Che altro non che il costo (espresso in termini percentuali) che dobbiamo pagare per portare i nostri futuri guadagni del futuro al presente.

Questo costo è direttamente proporzionale ad alcuni fattori. I più importanti di questi sono:
a. Il grado di rischio nel rientrare in possesso del denaro prestato (connessi a una molteplicità di fattori quali l'insolvenza del creditore ma non solo).
b. La quantità di concorrenza presente sul mercato dei prestatori di denaro.

La domanda dell'articolo è quindi:
Il credito al consumo è un prodotto come gli altri? Cioè come un barattolo di piselli, un pacchetto di sigarette, un intervento di un idraulico o un sacco di pellet?

NO.

Non è un prodotto come un altro perchè chi richiede un finanziamento (e quindi chi ottiene il credito al consumo) non paga con soldi immediati. Ma paga con dei soldi futuri.
Sia il costo che la restituzione di ciò che gli è stato prestato.

Facciamo un esempio con un altro prodotto: i pomodori.
Mettiamo che io sono GINO e sono un ortolano che coltiva pomodori. A casa ho dei figli che vanno pazzi per i pomodori. Ed è per questo che li coltivo. Ad un certo punto mi servono altri pomodori ma il nuovo raccolto arriverà solo fra qualche mese. Ma i pomodori mi servono subito. Posso scoprire che vicino a me ho un altro ortolano che ha prodotto molti più pomodori di quelli che gli servono adesso. Egli si avvicina e mi dice:

"Senti un pò. Io ho molti pomodori adesso ma non mi servono tutti. Mentre tu adesso ne hai bisogno ma non ne hai. Viceversa io ne avrò bisogno fra qualche mese e non avendo raccolti in corso, rimarrò senza. Mentre tu aspetti a raccogliere il nuovo raccolto.
Che ne dici se io ti do questi pomodori ora e tu mi restituisci i pomodori che ti ho dato adesso fra un pò con i pomodori del tuo nuovo raccolto?".

Quando questo avviene con i soldi, chi riceve il finanziamento deve, oltre che restituire i soldi prestati, pagare anche il prezzo del servizio.

CONTINUA sul prossimo articolo.

mercoledì 15 giugno 2022

Il finanziamento a privati - parte 2 (la cessione del quinto)

 

Continuiamo il nostro viaggio nell'esame dei modi e delle caratteristiche dei finanziamenti.

Nel precedente post abbiamo parlato del prestito personale. E ne abbiamo illustrato i pregi ma anche i difetti.

Il difetto più grande di un prestito personale diventa anche il pregio più importante del secondo tipo di finanziamento che si può ottenere in Italia ovvero la cessione del quinto del proprio stipendio o della propria pensione.

CESSIONE DEL QUINTO:
La cessione del quinto (della pensione o dello stipendio) è una forma di finanziamento che è stata creata molti anni fa, nell'immediato dopoguerra. Essa è disciplinata da varie normative (L. 180/1950 e L. 80/2005 più alcune circolari ministeriali del 2015) ed è quindi una figura giuridica molto precisa e quasi nessuna interpretazione.

La cessione del quinto (per comodità CQS) è una forma di finanziamento dedicato a dipendenti e pensionati in cui vien meno il problema della fiducia nella capacità di rimborso del richiedente. Nel senso che le verifiche di fattibilità del finanziamento non sono più soggettive (valutazione anche dei comportamenti) ma diventano oggettive.

Il meccanismo della CQS è semplice: il dipendente sottoscrive un contratto di finanziamento, riceve i soldi e la rata dovuta gli viene direttamente detratta in busta paga (dalla pensione) e versata per suo conto dalla sua azienda o dall'istituto pensionistico che gli eroga la pensione.

Il finanziamento tramite CQS viene concesso quando esistono dei requisiti lavorativi specifici e non va a guardare i comportamenti passati del richiedente. Diventa, quindi, l'unico modo di poter avere un finanziamento quando altre banche e/o finanziarie abbiano bocciato la richiesta di un prestito personale.

Ma la CQS ha molteplici caratteristiche che la rendono un finanziamento validissimo anche di per se, e non solo come soluzione di seconda battuta in caso di non ottenimento del prestito. Soprattutto negli ultimi anni, molte persone hanno scoperto che i vantaggi dell'avere un finanziamento tramite CQS sono maggiori rispetto ad un finanziamento tramite prestito personale. Quali vantaggi? Vediamoli.

1. Obiettività della valutazione. Un richiedente saprà subito e in base a dei parametri oggettivi se può o meno ottenere questo tipo di finanziamento. E la valutazione non necessita di un'istruttoria complessa.

2. Possibilità di finanziamento anche in presenza di segnalazioni come "cattivo pagatore" in CRIF. Tramite la CQS è possibile ottenere un finanziamento anche se in passato si hanno avuto dei "disguidi" su precedenti finanziamenti. Questi disguidi possono essere leggeri (una o più rate pagate in ritardo), pesanti (il mancato rimborso di parte o della totalità di un prestito personale) o anche gravi (il protesto di un assegno emesso a vuoto oppure il mancato pagamento di una cambiale).

3. Nessuna necessità di giustificare il finanziamento. La CQS non richiede valutazione dell'uso del denaro ed è quindi un finanziamento di pura liquidità. Non si deve dichiarare l'uso che se andrà a fare e vi è completa libertà di come usare i soldi ottenuti tramite prestito.

4. Possibilità di ottenere cifre importanti. Con una CQS si può giungere ad avere con relativa facilità 70/80 mila euro. Ma ci sono stati casi particolari in cui si è potuto erogare anche di più. Per merito dell'oggettività della valutazione, è facile calcolare quanto sia il massimo ottenibile da un richiedente. Con pochi documenti (Busta paga, Cedolino pensione o CUD) è possibile stabilire quanto sia il massimo erogabile caso per caso. Non essendoci merito creditizio, l'aumento dell'importo richiesto non modifica le probabilità di ottenere un finanziamento come avviene invece per un prestito personale.

5. Costi contenuti e tassi di interesse più bassi. Il finanziamento tramite CQS è spesso convenzionato con aziende, strutture e apparati (pubblici o statali) e anche con gli enti previdenziali. Tali convenzioni permettono l'applicazione di tassi di interesse particolarmente vantaggiosi. Non sempre una CQS è più vantaggiosa di un prestito personale di pari importo, non sempre. Ma ciò accade spesso.

6. Possibilità di ottenere un finanziamento fino agli 88 anni di età. I prestiti personali hanno dei limiti molto stringenti in materia di età del richiedente. La norma è che un prestito personale debba essere chiuso (finito di pagare) entro i 75 anni di età. Rari i casi di banche che permettono di arrivare a 78 anni. La CQS (sulla pensione in questo caso) invece permette di richiedere un finanziamento a quelle persone per cui la soluzioni dei prestiti personali è sbarrata.

7. Assenza di costo rata o di preoccupazione dei rimborsi. Una volta che la CQS è stata approvata, il richiedente non deve preoccuparsi più di niente. Per la natura stessa del finanziamento (che viene trattenuto alla fonte) non può accadere che il soggetto finanziato si dimentichi di pagare oppure non abbia i soldi sul conto corrente per coprire la sua rata. La trattenuta in busta paga (pensione) è gratuita.

8. Possibilità di rinnovo dell'operazione di finanziamento. E' facoltà del richiedente poter rinnovare l'operazione di finanziamento trascorsi i 2/5 del tempo di rimborso. Al momento del rinnovo la rata e i tempi di rimborso della nuova operazione possono essere cambiati. Il rinnovo della CQS porta quasi sempre all'ottenimento di nuova liquidità, con una proceduta molto snella.

Come si può evincere, la CQS presenta molti e importanti vantaggi rispetto al prestito personale. In moltissimi casi la CQS diventa l'unica possibilità per ottenere un finanziamento.

Quali sono, invece, gli svantaggi?

Il primo svantaggio della CQS è che tale operazione non può essere richiesta da un lavoratore autonomo, da un libero professionista e da una partita iva individuale. Solo i dipendenti di società, i dipendenti pubblici, i dipendenti statali e i pensionati possono accedere a questa forma di finanziamento. Al momento sono esclusi dall'accesso ad una CQS anche i dipendenti di ditte individuali o di società di persone (in passato vi è stato un periodo in cui anche i dipendenti delle società di persone potevano beneficiare di un finanziamento CQS)

Un secondo svantaggio della CQS è riservato ai dipendenti di società private. In questo caso esistono delle verifiche di merito che vengono effettuate sull'azienda datrice di lavoro. Se un dipendente lavora per una società privata con pessimi bilanci aziendali o in difficoltà economica, la pratica di finanziamento può essere bocciata.

Un terzo svantaggio è la relativa velocità dell'operazione di finanziamento tramite CQS. Qui ci troviamo in mezzo a situazioni che presentano una fortissima variabilità. In alcuni casi il richiedente la CQS può vedere il suo finanziamento completarsi negli stessi tempi di un prestito personale (diciamo 5/6 giorni lavorativi dalla prima richiesta) altre volte dover aspettare 15 giorni o anche più a seconda della problematica di relazione con il datore di lavoro. Anche se questo era più vero in passato che oggi, con i nuovi sistemi di comunicazione digitale come la PEC (Posta Elettronica Certificata) che sostituisce le raccomandata cartacee.

Infatti nella pratica della CQS, banca e amministrazione dell'azienda comunicano e interagiscono scambiandosi alcuni documenti durante l'istruttoria. In taluni casi questo scambio avviene in giornata e quindi si va veloci. In altri casi l'azienda può ritardare l'invio del documento richiesto per molti giorni creando un ritardo su tutta la pratica.

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Questa proposta è stata una carrellata di informazioni su i 2 tipi principali di finanziamento che un cittadino italiano (o un residente in Italia) può richiedere.

Grazie mille per l'attenzione.

Il finanziamento a privati - parte 1 (il prestito personale)

 

Capita nella vita di dover aver bisogno di un finanziamento.
I motivi possono essere i più diversi: ci si può trovare dinnanzi ad una spesa imprevista oppure dinnanzi alla necessità di acquistare un bene utile per se o la famiglia.

Oppure trovarsi di fronte ad un buon affare che necessita di essere concluso in quel momento e che non sarebbe ottimale rimandare al futuro.

Il mercato bancario offre la possibilità di avere un finanziamento che altro non è che un prestito di denaro che va ripagato con delle quote di rimborso per un tempo predeterminato.
Nella quota di rimborso (chiamata semplicemente rata) rimborsiamo alla banca (o istituto finanziario che ci ha concesso il finanziamento) 2 tipi di denaro: la quota-capitale in cui restituiamo pian piano i soldi che ci sono stati prestati e la quota-interessi in cui paghiamo pian piano un compenso a chi ci ha dato i soldi per questo servizio.

Le due principali forme di finanziamento usate in Italia sono il prestito personale e la cessione del quinto (dello stipendio o della pensione).

PRESTITO PERSONALE:
Il prestito personale è una forma di finanziamento più recente dell'altra e, come dice il nome, è un prestito fatto su misura alla persona. Cosa significa questo? Che quel servizio (il denaro prestato) viene approvato in quei termini e in quei modi SOLO e UNICAMENTE a quella persona che lo ha richiesto e dopo attenta valutazione delle caratteristiche di quella persona. Ecco perchè "personale".

Quali caratteristiche? Innanzitutto la situazione lavorativa. Quindi tipo di lavoro, anzianità e reddito percepito. E poi (molto importante) viene esaminato il comportamento della persona nel suo passato riguardo ad altri finanziamenti. Se ne ha fatto, quanto erano grandi, quale durata avevano e in particolare come è andata la regolarità della restituzione del finanziamento.

Vengono valutate anche altre cose (in misura minore) quali situazione familiare dell'individuo, luogo di lavoro e altri parametri socio-economici come il fatto di vivere da molto o poco tempo nella stessa casa.

Perchè si esaminano tutti questi fattori? Perchè la banca (o chi eroga i soldi) non ha nessuna altra garanzia che i soldi prestati le ritornino con i tempi e i modi concordati se non la FIDUCIA nella persona. Non c'è nessuna garanzia reale. Quindi la banca si assicura che il finanziato sia una persona che abbia delle caratteristiche tali da minimizzare i rischi di insolvenza (incapacità di pagare regolarmente le rate).

Per fare questo assegna un punteggio totale (chiamato merito creditizio) al richiedente che deriva dalla somma di tanti piccoli punteggi assegnati  ad ogni parametro positivo che viene riscontrato. Esempio: se lavori da tot tempo, ti do 2 punti, se lavori da poco 1 punto. Se abiti in casa di proprietà 5 punti, se abiti in casa di affitto 2 punti. E così via.

Questo punteggio è assegnato in modo arbitrario (ogni banca/finanziaria ha i suoi criteri interni) e probabilmente varia da periodo o a periodo. Si basa su ricerche statistiche. Se ad esempio una indagine statistica mostra che la maggior parte delle persone che non pagano regolarmente i prestiti (diciamo il 70%) sono single mentre solo il 30% delle persone sposate mancano di essere regolari con i pagamenti... è possibile che nel punteggio di merito creditizio una persona sposata prenda 5 punti mentre una persona single ne prenda 2. E' solo un esempio inventato per mostrare il meccanismo di base.

Un pò come le assicurazioni che in base alla provincia di residenza cambiano le tariffe per le RC auto in base al numero dei sinistri dell'area considerata.

Ovviamente entrano in gioco anche gli importi richiesti. Un conto è chiedere 5.000 euro e un conto è chiedere 50.000 euro. Una somma molto grande prestata ad una sola persona espone la banca ad un rischio maggiore rispetto ad un prestito minore. Se anche avessimo 100.000 euro da prestare sul mercato, è diverso prestare 10.000 euro a 10 persone diverse piuttosto che 20.000 euro a 5 persone. Nel primo caso abbiamo un frazionamento del rischio e quindi un rischio complessivo minore.

L'approvazione di un prestito avviene quando il merito creditizio è superiore ai minimi richiesti dalla banca.

E in ogni caso non ci devono essere episodi di ritardo di pagamento di precedenti finanziamenti.

Ogni banca, infatti, ha la possibilità di consultare un enorme archivio chiamato CRIF (ce ne sono anche altri ma questo è il principale) in cui ogni operazione finanziaria del cliente è conservata per un tot di anni. Positiva o negativa che sia. E' scorretto quindi pensare che si è "segnalati in CRIF" solo per episodi negativi. Non è così.

Anzi. E' una cosa favorevole al merito creditizio avere operazioni precedenti andate a buon fine. Se una banca deve decidere a chi dare 10.000 euro, preferisce prestarli a qualcuno che in passato ha già fatto finanziamenti piuttosto che a chi non ne ha mai fatti. Anche se a prima vista può sembrare un merito non aver mai chiesto prestiti. Non è così. Se non si sono mai richiesti prestiti, una banca non può sapere come ci comporteremo e sarà più prudente nel concedere un finanziamento. Magari chiediamo 20.000 euro e ce ne accorderanno solo 5.000.

Quali sono i vantaggi di un prestito personale?

1. La rapidità. Un prestito personale moderno viene gestito in tempi rapidissimi. Non vi sono molte regole da rispettare perchè la decisione di come procedere non deriva da una legge/normativa ma solo dalla volontà della banca. In genere una istruttoria e delibera di un prestito personale può richiedere poche ore o al massimo pochi giorni (1-2 giorni). E' più raro quando un prestito personale (se non ci sono fondi pubblici che derivano da leggi particolari) necessità di una settimana per la delibera. Subito dopo la delibera, l'erogazione è immediata.

2. La flessibilità. Un prestito personale può essere erogato per poche migliaia di euro (in genere da 2/3000 euro in su) fino a cifre che oggi toccano i 70.000/75.000 euro. Inoltre vi sono meno limiti riguardo l'entità della rata e la durata del prestito. Ci sono in genere dei paletti dovuti alla consuetudine (esempio la durata massima è in genere 10 anni e la rata generalmente non deve superare il 33/45% del reddito medio mensile) ma è comunque possibile ottenere una deroga a tali paletti senza incorrere in violazione di normative.

3. La snellezza dell'istruttoria. I documenti richiesti per un prestito personale possono essere spesso molto limitati. Documento di identità, tessera sanitaria/fiscale, documento di reddito sono gli essenziali. Vengono richiesti talvolta una evidenza di conto corrente oppure una evidenza di residenza. In ogni caso tutti i documenti richiesti sono quasi sempre nella completa disponibilità del richiedente.

E' anche giusto evidenziare quali siano i limiti/difetti del prestito personale.

Il più sostanzioso limite di un prestito personale è proprio l'analisi di situazioni passate del richiedente.
Se la persona che vuole un prestito dovesse essere incorsa in ritardi di pagamenti su precedenti prestiti o aver avuto un qualsiasi tipo di disguido di questo tipo (i disguidi sono potenzialmente tantissimi e spesso le persone non ne sono consapevoli. Ad esempio capita spesso che una persona mette la propria firma a "garanzia" di un prestito di qualcun altro, un amico o un parente e che questo finanziamento ANCHE QUANDO SIA STATO RIPAGATO abbia subito dei ritardi nel pagamento rate. Questo comporta automaticamente l'impossibilità di avere a sua volta un nuovo prestito. Non ha fatto niente di male ma è comunque bloccato).

Per avere un prestito personale occorre non solo avere un reddito ampio e non essere pieni di troppi debiti. Ma occorre anche essere perfetti nel pagamenti di precedenti finanziamenti.
Questo è il più grande limite del prestito personale.

Un limite del prestito personale è che la normativa generale lo inquadra come credito al consumo e ne prevede l'uso per utilizzi del consumatore. Detto in parole più semplici significa che questo prestito potrebbe essere concesso per motivi specifici che vanno dichiarati in fase di istruttoria, come l'acquisto di un'auto, la ristrutturazione di un immobile e così via. Questo, sebbene non sia un limite totale, è comunque un aspetto che ne limita l'uso o la concessione.

Altro limite del prestito personale è la soggettività dell'approvazione. Non essendoci dei parametri definiti per legge, l'approvazione o meno di un finanziamento è completamente lasciata nelle mani della banca/istituto di credito che presta i soldi. Può accadere che un soggetto possegga tutti i requisiti teorici per l'ottenimento di un prestito ma la banca decida ugualmente (per ragioni che è lungo e complesso spiegare qui ma che esulano dal merito creditizio del richiedente) di non procedere con l'operazione.

Poi, proprio per questa rischiosità dell'operazione, in genere il costo di un prestito personale è decisamente impegnativo. Ovviamente in termini relativi. Perchè il mercato fluttua e un prestito fatto 4 anni fa potrebbe avere dei costi molto, molto diversi da quello fatto oggi.
In genere il tasso è ancorato al rischio. Quindi è probabile che un finanziamento con un merito creditizio basso venga finanziato ma solo a tassi di interesse decisamente sopra la media.

LA DESCRIZIONE DEL FINZIAMENTO TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO CONTINUA NEL PROSSIMO ARTICOLO.



martedì 14 giugno 2022

La BCE aumenta i tassi? Che significa per noi?

 

La presidente della Banca Centrale Europea (massimo organismo di gestione e sorveglianza delle politiche monetarie e finanziarie della UE), Lagarde ha negli scorsi giorni rilasciato delle dichiarazioni esplicite sull'imminente aumento dei tassi di interesse nell'Eurozona.

Da settimane si mormorava di questi possibili rialzi ed adesso questi sono stati ufficialmente annunciati. Già a partire da luglio e con un nuovo intervento a ottobre/novembre.

Ma cosa significa nella pratica tutto ciò? Cosa comporta tutto questo per il cittadino qualunque e per la sua quotidianità?

Il soggetto della finanza è per moltissimi complicato ma se tralasciamo i dettagli e le rifiniture è, in fin dei conti, fin troppo semplice.

1. La BCE (Banca Centrale Europea) decide quali siano i tassi di interesse della vendita del denaro. In Europa il denaro è rappresentato dall'Euro che è la valuta ufficiale di moltissime nazioni, Italia compresa. Questo di fatto sancisce quale sia il costo del denaro alla fonte. Anche il denaro ha un prezzo! Tu vuoi avere del denaro da me (BCE) che lo produco? Questo è il prezzo! Solo che lo chiamo tasso di interesse della valuta.

2. I tassi di interesse della valuta ci dicono quanto costa il denaro all'ingrosso. Chi può comprare il denaro all'ingrosso? Solo specifici soggetti autorizzati. Diciamo, per semplificare, le banche. Le banche vanno sul mercato valutario e comprano del denaro. Lo fanno perchè ovviamente ogni banca compra e vende denaro (è alla fin dei conti una merce come le altre). IN UN ALTRO ARTICOLO, spiegheremo come mai alcune volte le banche decidano di comprare denaro da una parte e altre volte non lo facciano.

3. Ogni banca si procura in vari modi il denaro che poi "rivende" ad altri suoi clienti. Quando la banca vende del denaro (ad esempio tramite la concessione di un mutuo o di un prestito), essa crea un prezzo per questa vendita. Si chiama tasso di interesse. E più specificatamente, lo si chiama TAN (tasso annuale netto): è il costo del denaro per il cittadino qualunque.

Ovviamente ogni Banca (o finanziaria) ha tassi diversi. In effetti questo accade anche per i negozi. Ogni negozio ha un prezzo diverso. Spesso sullo stesso tipo di prodotto. Quindi non c'è da meravigliarsi.
Ciò che è peculiare è il fatto che spesso il prezzo di quel prodotto cambia anche (e soprattutto) in funzione di CHI c'è di fronte. Prezzi diversi per clienti diversi.

Se lo facesse un qualche altro commerciante, lo metterebbero alla gogna per trattamento discriminatorio. In realtà questo succede per la natura particolare di ciò che si vende (denaro) e per il modo particolare con cui si paga il denaro. Nessuno infatti paga gli interessi tutti insieme quando il denaro viene erogato. Gli interessi (il prezzo del denaro) lo si paga un pò alla volta per la durata del prestito.

Ma cosa comporta, quindi, questo aumento del costo del denaro effettuato dalla BCE? 
Comporterà che aumentando all'ingrosso, a breve, ci sarà anche un aumento dei prezzi al consumo.
Che tradotto significa che qualunque nuovo prestito e qualunque nuovo finanziamento, costerà di più di adesso.

Se consideriamo che veniamo da molti anni di discesa dei tassi e quindi del costo dei finanziamenti, si capisce che non c'è mai stato momento migliore per fare un finanziamento. Perchè se non ne approfittiamo oggi, dovremmo attendere forse anni prima che si ripresentino le condizioni attuali.

Questo non è un invito ad indebitarsi (assolutamente!!) ma un invito a valutare che se mai avessimo avuto un progetto o intendevamo già chiedere un prestito, è meglio anticipare i tempi e farlo adesso che rimandare al prossimo inverno o più avanti.

Grazie mille per l'attenzione.

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