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lunedì 4 maggio 2026

Qui è quasi sicuro che con il prezzo della benzina ci stanno prendendo per il naso....

Io non lo so ma tu cosa ne pensi?
Parlo della benzina, degli aumenti della benzina in ogni distributore di carburante d'Italia.
Non solo benzina, ovviamente. Benzina e gasolio.

Non è la prima volta che succede.
Eppure ogni volta che accade un cittadino ci rimane male.
Deluso, sconfortato, in un certo senso veramente tradito da questo sistema e da qualcuno che, in realtà, non si sa neanche chi è.

E' forse questo è il problema più grande: non sai neppure contro chi prendertela.

Senti i TG e le testate giornalistiche e ti spiegano per filo e per segno come la guerra USA/Israele verso l'IRAN sia la causa di questi aumenti.
E ti fai una cultura dello stretto di Hormuz e dei meccanismi di trasporto marittimo del greggio che neanche un ingegnere alle prese con un esame universitario.
E giù di geo-politica, di scacchiere internazionale, di studio delle risorse e degli equilibri economico-finanziari del panorama mondiale.
E via dicendo.

Ma la sensazione è che ti stiano prendendo per il c... cioè per il naso, volevo dire.
Sensazione molto forte.

Il sospetto è che qualcuno ci marci sopra ma non appena esponi i tuoi dubbi, perplessità e paure, interviene qualcuno che "normalizza" la situazione indicando la ineluttabilità di ciò che sta accadendo.
Come se fosse una cosa normale o comunque un meccanismo quasi naturale a cui non vi è possibilità di rimedio.

Tu ti occupi di altro, non fai il ministro dell'economia. Nè degli esteri. Non lavori per una commissione di studio del parlamento o di qualche università che collabora con il ministero. E quindi ti fidi. 
Anche perchè in TV e sui social, gli "esperti" dissertano senza alcun dubbio e con mille certezze della cosa e.... capista.... quante ne sanno.

O meglio, non sembrano saperne tanto ma le cose che dicono sembrano così veritiere e loro sembrano così sicuri... Non andrebbero in TV a dire quelle cose se non fossero oltremodo sicuri di ciò che dicono.

Poi però il dubbio ci spinge ad andare a guardare alcuni dati. Oggettivi, facili da trovare, impossibili da nascondere.

Andiamo su Google e digitiamo: "prezzo storico del petrolio". Troviamo dati e grafici. Poi digitiamo "prezzo storico benzina". Troviamo i dati e i grafici. Mettiamoli a confronto.

Anno 2002: prezzo petrolio > 31 dollari al barile. Prezzo benzina 1,06 euro.

Anno 2004: prezzo petrolio > 52 dollari al barile. Prezzo benzina 1,22 euro. 
- dal 2002 al 2004: aumento petrolio> 68% / aumento benzina> 15%

Anno 2006: prezzo petrolio > 78 dollari al barile. Prezzo benzina 1,35 euro.
- dal 2004 al 2006: aumento petrolio> 50% / aumento benzina> 11%
- dal 2002 al 2006: aumento petrolio> 152% / aumento benzina> 27%

Anno 2008: prezzo petrolio > 147 dollari al barile. Prezzo benzina 1,55 euro. 
- dal 2006 al 2008: aumento petrolio> 88% / aumento benzina> 15%
- dal 2002 al 2008: aumento petrolio> 374% / aumento benzina> 46% 

Anno 2010: prezzo petrolio > 95 dollari al barile. Prezzo benzina 1,56 euro. 
- dal 2008 al 2010: aumento petrolio> -35% / aumento benzina> 1%
- dal 2002 al 2010: aumento petrolio> 206% / aumento benzina> 47%

Anno 2012: prezzo petrolio > 128 dollari al barile. Prezzo benzina 1,90 euro. 
- dal 2010 al 2012: aumento petrolio> 35% / aumento benzina> 22%
- dal 2002 al 2012: aumento petrolio> 313% / aumento benzina> 79%

Anno 2014: prezzo petrolio > 115 dollari al barile. Prezzo benzina 1,88 euro. 
- dal 2012 al 2014: aumento petrolio> -10% / aumento benzina> -1%
- dal 2002 al 2014: aumento petrolio> 271% / aumento benzina> 77% 

Anno 2016: prezzo petrolio > 57 dollari al barile. Prezzo benzina 1,65 euro. 
- dal 2014 al 2016: aumento petrolio> -50% / aumento benzina> -12%
- dal 2002 al 2016: aumento petrolio> 84% / aumento benzina> 56%

Anno 2018: prezzo petrolio > 86 dollari al barile. Prezzo benzina 1,68 euro. 
- dal 2016 al 2018: aumento petrolio> 51% / aumento benzina> 2%
- dal 2002 al 2018: aumento petrolio> 177% / aumento benzina> 58%

Anno 2020: prezzo petrolio > 70 dollari al barile. Prezzo benzina 1,63 euro. 
- dal 2018 al 2020: aumento petrolio> -19% / aumento benzina> -3%
- dal 2002 al 2020: aumento petrolio> 126% / aumento benzina> 54%

Anno 2022: prezzo petrolio > 139 dollari al barile. Prezzo benzina 2,20 euro. 
- dal 2020 al 2022: aumento petrolio> 99% / aumento benzina> 35%
- dal 2002 al 2022: aumento petrolio> 348% / aumento benzina> 107%

Anno 2024: prezzo petrolio > 92 dollari al barile. Prezzo benzina 1,95 euro. 
- dal 2022 al 2024: aumento petrolio> -34% / aumento benzina> 1%
- dal 2002 al 2024: aumento petrolio> 197% / aumento benzina> 85%

Anno 2026: prezzo petrolio > 127 dollari al barile. Prezzo benzina 1,97 euro. 
- dal 2024 al 2026: aumento petrolio> 38% / aumento benzina> 1%
- dal 2002 al 2026: aumento petrolio> 301% / aumento benzina> 86%

Ora, cosa possiamo dedurre? Che gli aumenti e le diminuzioni del prezzo del petrolio non hanno una correlazione significativa con il prezzo della benzina. Al punto che in anni differenti, a parità del prezzo del petrolio, abbiamo prezzi della benzina completamente (e sottolineo completamente) diversi.
Nel 2008 (ad esempio) il petrolio era a 147 dollari (molto di più di quanto costi ora) ma la benzina SOLO a 1,55 euro (molto, molto meno di quanto cosa ora).
Lo stesso possiamo dire fra il 2024 (petrolio a 92 dollari al barile e benzina a 1,95 euro) e il 2010 (petrolio a 95 dollari e benzina a 1,56 euro)

Se osserviamo le variazione dei prezzi del petrolio, vediamo spesso grandi spostamenti percentuali. Lo stesso non si può dire della benzina, che ha fluttuazioni molto limitate. Ci sono anni in cui il petrolio è aumentato del 51% e il prezzo della benzina solo del 2%.
Ma anche anni in cui il prezzo del petrolio è diminuito del 35% mentre il prezzo della benzina ha continuato (di poco sicuramente ma ugualmente sempre aumento è)a salire.

Cosa ne deduciamo?
Che effettivamente ci sono dinamiche diverse fra petrolio (che non è solo una materia prima che si usa per molti usi e applicazioni) e benzina. Dinamiche spesso dirette anche da questioni speculative in quanto il petrolio viene usato anche come strumento di investimento.

Qualcuno potrà far notare che in ballo ci sono anche le quantità prodotte e commercializzate. Ma anche su questo non ci sono riscontri oggettivi e matematici. Presso lo stretto di Hormuz, secondo le stime, passerebbe solo il 20% del petrolio mondiale. Che è una quantità molto importante ma che non giustifica gli aumenti.

Che se andiamo a ben vedere, se proprio ci fosse una necessità impellente di benzina e gasolio, ci sono riserve e possibilità di aumentare le estrazioni per compensare ciò che in questo momento è stato bloccato. Questo sempre se SI FOSSE SICURI che non ci sono interessi nascosti e non ci siano persone che da tutto questo trambusto ricavano montagne di guadagni alle spalle della popolazione comune.

Ma d'altronde non c'era bisogno di fare questa analisi precisa.
La guerra con l'Iran è iniziata il 28 febbraio. Gli aumenti (vertiginosi) sono iniziati nei distributori solo 2 o 3 giorni dopo. Cioè gli aumenti sono stati applicati a benzina e gasolio che erano già fisicamente presenti nei serbatoi dei distributori di benzina. Quando si sa benissimo che ci vogliono settimane e mesi prima che il petrolio estratto diventi concretamente benzina da mettere nelle auto.
La cosa mostrava già, quindi, un aumento SPECULATIVO. 
Si sfruttava il momento di tensione emotiva, la confusione mediatica per far accettare controvoglia un aumento del costo della benzina. Su una materia prima pagata con il prezzo antecedente la guerra e quindi guadagni mostruosi.

E quando le persone si abitueranno a pagare la benzina 1,70 - 1,80 o anche 1,90.... quando il petrolio diminuirà anche della metà, accetteranno di buon grado che il costo diminuisca solo del 10 o 20%, portandosi a 1,50 anzichè dimezzarsi.

Capite come guadagnano?
GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

giovedì 12 gennaio 2023

Taglio delle "accise" e aumento del costo di benzina e gasolio: la verità!

E' l'argomento del giorno.
E come spesso succede nel mondo di oggi, quando un argomento assurge agli onori della cronaca diventa virale e si diffonde dappertutto in modo incontrollato.
A prescindere dal suo reale valore informativo.

Sembra quasi che, quando un argomento è trattato da tutti i tg, giornale e siti, ogni persona sia costretta a dire qualcosa a riguardo.

Altrimenti non si è "informati".
Bene.
Vogliamo fare un pò di chiarezza sul prezzo dei carburanti, del loro continuo aumento e queste fantomatiche, ormai primedonne "ACCISE"?

Innanzitutto cosa sono le accise? Nella lingua italiana "accisa" è una parola che indica un particolare tipo di tassa che lo stato o il governo applica a determinati beni di consumo. Ad esempio l'alcool etilico, gli zuccheri e i prodotti petroliferi. E' una tassa. Semplice.

Oramai sappiamo quasi tutti che il prezzo della benzina (gasolio) nella pompa sotto casa in cui ci riforniamo è composta da DUE elementi fondamentali: il costo reale (industriale e commerciale) della benzina (gasolio) e il costo delle tasse che pesano su quel bene.
Per ogni litro di benzina (gasolio) che compriamo vi sono queste due componenti fondamentali di costo.

Perchè vi è questa tassa? Per lo stesso motivo per cui esistono tutte le tasse.
E forse è proprio su questo punto che occorrerebbe che i nostri geni politici e gli ancor più geniali studiosi e appassionati di politica (giornalisti, esperti, politologi e via discorrendo) dovrebbero riflettere e argomentare.
A COSA MAI SERVONO LE TASSE?

La prima risposta (quella scolastica e quella automatica senza pensare) è che le tasse servano a dare risorse al governo (lo stato) per pagare tutto ciò che uno stato o servizio pubblico eroga al cittadino.
In parole povere, le tasse servirebbero a pagare i servizi sanitari pubblici, i servizi di polizia, la magistratura, le scuole, gli stipendi di tutti i dipendenti statali, gli investimenti in infrastrutture pubbliche e via di questo passo.
Se lo stato quindi non ha i soldi per fare qualcosa (tipo aiutare i suoi cittadini in difficolà causa questo terribile periodo di crisi energetica), se li procura tramite le tasse.
Insomma SEMBREREBBE che le tasse siano una sorta di stipendio dello stato. Se lo stipendio non basta per tutte le necessità della famiglia, bisogna chiedere un aumento di stipendio. Così lo stato giustifica l'aumento delle tasse.

Ma se lo stipendio dello stato viene pagato dai cittadini con le loro tasse, quando lo stato ha bisogno di più soldi deve aumentare le tasse. Giusto? Sembrerebbe sia così. 
Ma di questo parleremo in un altro articolo. Per mostrare che quanto sopra esposto non è proprio corretto e da moltissimi anni alle persone viene raccontata una favola (viene insegnata anche all'università agli studenti di economia) che permette a qualcuno di guadagnare un sacco di soldi. Quindi tenete a mente questo punto....

Tornando al discorso delle accise, abbiamo oggi (fonte sito del ministero https://carburanti.mise.gov.it/) un prezzo medio self service di 1,82 per la benzina e 1,87 per il gasolio.
Prezzo del petrolio sui mercati? 77,52 dollari al barile (petrolio WTI, fonte www.money.it).
Bene.

Dicono che il prezzo del carburante sia salito per colpa della guerra Ucraina/Russia e di tutte le conseguenze economico-politiche del conflitto, compreso l'equilibrio del costo delle materie prime come gas e petrolio. Già....... Ma è così?

Avevo pensato di elencare tutta una serie di prezzi della benzina (usata come parametro ma è lo stesso con il gasolio). E quindi usando le tabelle di questi due siti
avevo elencato tutta una serie di relazione fra i prezzi.
Ma poi ho pensato che così non fosse abbastanza chiaro e ho preso dei casi estremi.
CASI:
Gennaio 2023: prezzo benzina 1,82 € - prezzo petrolio 77,5 $
Luglio 2006: prezzo benzina 1,37 € - prezzo petrolio 76,80 $
Febbraio 2016 - prezzo benzina 1,37 € - prezzo medio 28,30 $
Febbraio 2009 - prezzo benzina 1,14 € - prezzo petrolio 36,99 $.
Giugno 2008 - prezzo medio benzina 1,51 € - prezzo petrolio 140,58 $

Cosa si deduce da tutti questi esempi?
Che non vi è una relazione diretta (al punto da giustificare i cambi di prezzo alla pompa) fra prezzo benzina e prezzo petrolio. Vediamo che a volte il prezzo del petrolio è alto e il prezzo della benzina basso e viceversa.
il caso più eclatante lo abbiamo paragonando il costo benzina di oggi (1,82 €) con il costo benzina del luglio 2006 (1,37 €) con praticamente il prezzo del petrolio uguale. Come si spiega?
Oppure il caso del prezzo dello scorso giugno 2023 (2,03 € al litro) con un prezzo del petrolio di 116 dollari al barile. Se andiamo indietro e prendiamo altri momenti in cui il petrolio costava così, vediamo che nell'aprile 2011 la benzina costava 1,54 € e nell'aprile 2008 addirittura 1,37€.


Ma avevamo deciso di parlare anche di accise.
Anche perchè nel prezzo di cui stiamo parlando una componente importante sono i prelievi fiscali dello stato.
Una pagina del ministero dell'economia, ci aiuta in questo
Qui vediamo come si compone il prezzo.
Prima del famoso primo taglio delle accise del governo Draghi (Marzo 2022), sul prezzo industriale della benzina (usiamo sempre questa come parametro ma nel sito si può vedere anche per il gasolio e per il GPL) venivano aggiunte sempre 0,728 € per litro di accise + l'iva per un 18,03% del costo petrolio.
Ad esempio a febbraio 2022 il costo industriale della benzina era di 0,786 € per litro (comprensivo dei compensi per la compagnia petrolifera e il distributore locale). A questo costo di aggiunge l'accisa complessiva di 0,728 € e l'iva di 0,333 € per litro. Che ci porta ad un costo complessivo della benzina alla pompa di 1,848 € (trascuriamo gli arrotondamenti).
Quindi?
COSTO BENZINA totale 1,848 (100%)
costo industriale benzina 0,786 (42,6%)
prelievo fiscale dello stato 1.061 (57,4%)

1 € a litro va allo stato.
Da aprile fino a novembre 2022 sono stati confermati gli sconti di marzo e quindi il prelievo dello stato è passato dal 57,4% al 46,4%.
A dicembre il taglio delle accise è diminuito e sappiamo tutti che a gennaio lo sconto sulle accise è stato ulteriormente defalcato.

Vi invito però a riflettere anche sul fatto che nel corso del tempo, il peso di queste accise (lasciamo perdere quando sono state imposte per la prima volta e le motivazioni storiche.....) è comunque cresciuto dal 1996 ad oggi.
29 anni fa per ogni litro pagavamo 0,526 di accise (non contiamo l'iva).
Aumentate nel 1999 a 0,542 €.
E poi aumentate nel 2004 a 0,558 €.
E poi aumentate nel 2005 a 0,564 €.
E poi aumentate varie volte negli anni fino a 0,728 nel 2012. costo che si è tenuto fermo fino praticamente a oggi.
Così come è ovviamente cresciuto il prelievo IVA che essendo in percentuale, cresce con il crescere del prezzo della benzina. 

Insomma, fate le vostre riflessioni.
Quello che ho capito io è che l'intervento dello stato è FONDAMENTALE per determinare il prezzo dei carburanti. Più di quanto lo siano le variazioni del prezzo del petrolio sul mercato. Che ha una influenza minima (e comunque sempre ritardata) sul costo alla pompa.
Perchè se il petrolio schizza verso l'alto oggi, è ovvio che la benzina che abbiamo alle pompe sia stata prodotto da petrolio estratto e lavorato mesi e mesi e mesi prima. E che l'aumento del petrolio dovrebbe riflettersi, al limite, sul costo della benzina che verrà raffinata da quel petrolio.
Il resto è SPECULAZIONE (non certo dei benzinai, che sono lavoratori come qualsiasi cittadino dotato di partita iva), MERCATO DROGATO (a favore delle solite lobby) e SCELTE POLITICHE.
Ovviamente il tutto confuso e mischiato con la nebbia per non far capire niente al comune cittadino.

Commenta e di la tua per farci capire se l'articolo e le sue informazioni ti sono piaciute o le ritieni utili.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

lunedì 3 ottobre 2022

L'aumento dei costi: ma che succede?

Dopo decenni (dagli anni '70, periodo massimo di crisi energetica in Italia) di zero problemi riguardo la disponibilità di risorse energetiche, siamo ripiombati in uno scenario tetro e inaspettato.

In Italia si prospetta un inverno difficile, con costi energetici schizzati alle stelle in un modo che nessuno poteva prevedere solo un anno fa di questo periodo.

Ma cosa è mai successo?

Dirimere queste questioni e rispondere a queste domande non è mai semplice. Moltissimi fattori sono coinvolti. Ma scopo di questo blog, è cercare di puntare al nocciolo del problema e cercare di avvicinarci a qualcosa semplificando i concetti e tagliando i rami inutili dalla discussione.

In una economia di mercato come quella in cui opera la nostra nazione, i fattori che portano all'aumento dei prezzi di qualcosa è dovuto a 2 cause principali:

1. Improvvisa scarsità di materie prime e risorse energetiche.
2. Decisioni politiche.

Come detto, questa è una semplificazione. Ma rende l'idea.

La prima motivazione, è quella che sensatamente è la più fondata. Il prezzo (costo) di una materia prima (come di un prodotto) è in funzione della scarsità o abbondanza della stessa.
Il costo di qualsiasi materia prima dipende da quanta materia prima è a disposizione.
A disposizione di chi?
Questo è un punto su cui riflettere. Ma ci torniamo sotto fra qualche riga.

E' logico che se il petrolio o il gas o il ferro o l'alluminio (facciamo degli esempi) si esauriscono e diventa difficile procurarsene dell'altro, è normale che il costo ALLA FONTE salga. E quindi salga anche il costo a valle. Cioè per il consumatore finale e per chi lo utilizza.
Questo accade ma se tralasciamo episodi di scarsità momentanea causa disastri naturali (tempeste, eruzioni vulcaniche, etc..) o incidenti (esplosioni accidentali di miniere o di centrali di lavorazione/estrazione), è scontato che l'Uomo possa prevedere e occuparsi di questa scarsità in anticipo, prendendo gli opportuni provvedimenti.
Sappiamo che molte risorse non sono infinite. Sappiamo che il petrolio, prima o poi, finirà. E' nella natura delle cose. Ma non accadrà dall'oggi al domani.

Più probabile è invece il discorso di una diminuzione di disponibilità dovuta a motivi contingenti.
Che ci portano più alle questioni di attualità.
In cui sappiamo che a causa delle conseguenze della guerra Ucraina-Russia, vi è stata una diminuzione di disponibilità di gas e quindi una impennata stratosferica del suo prezzo. Che ha impattato in modo spaventoso nell'aumento dei costi di altre materie prime e/o energetiche.
Però.....
La verità è che non c'è stata, almeno fino al momento, nessuna diminuzione effettiva della quantità di materie prime ed energetiche reali a causa della guerra.

E qui entriamo nel punto 2 delle motivazioni di scarsità. Ovvero le cause di tipo "politico".
Per politico intendiamo tutto ciò che consegue da decisioni di organi amministrativi umani (governi, amministrazioni, consigli direttivi, organizzazioni, tavole rotonde, etc..).
Per motivi che adesso è inutile e lungo approfondire, la gestione delle dinamiche del prezzo del gas è stata affidata a contrattazioni di tipo borsistico quindi soggette a speculazioni da parte degli operatori. E per motivi altrettanto sconosciuti, si è ancorato il prezzo dell'energia elettrica al prezzo del gas. Anche quando l'energia elettrica viene prodotta con altre fonti.

Risultato? Per motivi di speculazione (quindi di guadagno individuale), il prezzo è schizzato alle stelle. Perchè? Perchè qualcuno ha deciso di voler comprare più gas (anche più di quanto gli poteva servire al momento) per paura che un domani non ne avesse.
La stessa cosa che è successa con il pellet. E in passato (causa pandemia) è successo con la carta igienica, l'amuchina, la farina, etc...
Quando si pensa che qualcosa CHE NON E' SCARSO ORA ma potrebbe diventare scarso a breve, la richiesta di quel qualcosa aumenta.
Per fare scorte.
Quando il prezzo aumenta, alcuni operatori decidono essi stessi di comprare quella materia prima o prodotto (in questo caso il gas) perchè pensando che il prezzo continuerà ad aumentare intendono rivenderlo a prezzo più alto guadagnandoci.
Così c'è più richiesta e il prezzo sale e così via.
Eppure non vi è mai magari stata nessuna penuria di prodotto/materia prima alla fonte.

Due riflessioni.
Gli stati esistono per impedire che questi meccanismi di mercato perversi impattino in modo troppo negativo nei confronti di una popolazione. Se non intervengono con azioni straordinarie in situazioni simili, a cosa servono?

E, ancora, l'aumento dei prezzi è di natura (al momento) totalmente politica. Ovvero dipende dalle decisioni del passato e dall'inazione odierna.
Quindi è tutto rimediabile.
Attendiamo.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

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