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mercoledì 26 marzo 2014

Facciamo un passo indietro: Cosa è il denaro! Capitolo 01

Questo blog è nato alcuni anni fa a supporto della nostra attività di consulenti aziendali. Essendo molto impegnati anche sul fronte delle riforme sociali e del volontariato, il tempo a nostra disposizione per curare questo luogo di notizie e informazione non è mai stato tanto.

Urge quindi un riavvolgimento del nastro e ripartire direttamente dal cuore dell'argomento del blog. Visto che parliamo di "denaro" e dintorni, cominciamo a visionare cosa sia il denaro.....

Il denaro altro non è che un'idea, un concetto astratto, una rappresentazione della realtà.
E in particolare la rappresentazione di qualcosa che è stato prodotto e che potrebbe essere scambiato. In una ottima definizione qualcuno ha parlato di denaro come la rappresentazione di una "relazione" e non di un oggetto.

Purtroppo il fatto che le persone bramino questa idea e si addormentino sperando che il giorno dopo la loro stanza da letto sia piena di questo concetto astratto, impedisce al cittadino medio di capire questo argomento.
La mancanza di denaro è un problema. Lo si comprende. Oggi chi non ha denaro vive in una condizione miserevole. Ben peggio di altri contesti sociali e altri tempi.
Perchè se prima chi non aveva denaro, pativa enormi difficoltà a sopravvivere (ma anche oggi è così!), adesso grandi difficoltà le patisce anche di un pò di denaro lo ha.
Perchè sembra che non ne basti mai.

In ogni caso il denaro è un modo con cui indichiamo una possibilità. Ovvero la possibilità di potersi procurare beni e servizi che ci servono per sopravvivere ma anche per migliorare la qualità della vita.
Il denaro non ha valore di per se.
Ha valore nella misura in cui permette di acquisire beni e/o servizi.
Al punto che se la nostra tasca fosse piena di denaro ma nei negozi non ci fossero beni da acquistare, quel denaro non servirebbe a niente.

Ma, superato questo concetto mentale apparentemente fin troppo semplice, che differenza ci comporta tutto ciò nella vita di tutti i giorni? Che se non impariamo a comprendere come il denaro si genera, accetteremmo tutte le teorie false che attualmente girano nei mass-media e nelle chiaccherate da bar.

Quali? Citiamo un pò in ordine sparso:
*) Non ci sono soldi per colpa della crisi.
*) Non ci sono soldi perchè le persone spendono troppo.
*) La colpa è dei politici che spendono tutto.
*) Bisogna risparmiare.
*) Le strade non si possono aggiustare nè ci possono essere nuovi banchi nelle scuole perchè lo stato è senza soldi.
*) Se chi ha due lavori, ne facesse uno solo ci sarebbe lavoro anche per i disoccupati.
*) La colpa è di chi evade le tasse.

Solo alcune. Alcune frottole senza alcun fondamento disciplinare. Solo concetti buttati lì, incoerenti e talmente generalisti da essere inapplicabili a qualunque sistema.
Perchè? Non certo perchè lo diciamo noi! Sono dati falsi perchè partono da errate definizioni dei termini che usano.
Ma queste frasi condizionano il nostro modo di vivere. Ci conducono a fare scelte che cambiano il nostro presente e il nostro futuro. Come individui e come membri di una nazione.
Non è poca roba.

Ecco che abbiamo quindi intenzione di cercare di spiegare bene cosa il denaro sia e come funzioni.
Perchè l'unica libertà che abbiamo è la conoscenza.
E senza conoscere non si può essere liberi. Neppure se abbiamo milioni di euro nelle tasche.

Grazie per l'attenzione.

lunedì 17 febbraio 2014

Tasse e crescita

Le tasse stanno diventando l'argomento principale dell'economia italiana.
E questo ci dice già a quale assurdo livello di degradazione la disciplina economica si sia ridotta.
Un pò come se una persona senza soldi stesse a pensare a come spendere le entrate che non ha.
Sarebbe molto meglio che si preoccupasse in quel momento di pensare a come FAR entrare nuovi soldi piuttosto che a come spenderli.

Pensare alle tasse in un momento di grande recesso dell'economia è come pensare a come spendere i soldi che non ci sono.

La prova, nel mondo reale in cui viviamo, l'ha fornito l'aumento dell'iva dal 21 al 22%. Un aumento di aliquota ha comportato una diminuzione degli introiti (vedi http://news.supermoney.eu/opinioni/2014/02/focus-sulla-micoreconomia-italiana-nel-2013-0060950.html).

Un'altra prova (per chi ne avesse bisogno) è la contrazione di entrate tributarie dalla tassazione dei carburanti.
Sono aumentate le accise sulla benzina ma le entrate complessive sono diminuite a causa del minor consumo da parte degli italiani (http://www.filippobusin.it/it/1802/maggiori-aumenti-minori-entrate.html).
E quest'ultimo articolo è molto esaustivo anche nel far comprendere il perchè di questo fatto.
Ovvero che più tassi e meno incassi. Più aumenti le tasse e meno introiti complessivi hai.
Perchè le persone diminuiscono i consumi (meno entrate da imposte indirette) e aziende e individui fatturano meno (meno entrate da imposte dirette).
Si chiama curva di Laffer, dall'economista che illustrò che il gettito complessivo delle imposte raggiunge un massimo ad un certo punto di pressione fiscale per poi diminuire all'aumento della pressione fiscale.
laffer 

L'immagine si spiega da sola e non ci vogliono complicate spiegazioni per comprenderlo.
Perchè allora si continua a parlare di tasse, di prelievo fiscale e di evasione?
Anzi la campagna mediatica per dare la responsabilità di tutti i mali possibili dell'economia italiana e delle finanze pubbliche all'evasione fiscale è quasi martellante.
Dappertutto gli evasori fiscali vengono dipinti come criminali che vivono alle spalle del cittadino onesto.

Ora ci piacerebbe che l'immagine sia vicina al vero. Ma così non è. E questo senza MAI sostenere che l'evasione fiscale è qualcosa da proteggere o giustificare.
Ma sarebbe come pensare che Garibaldi era un criminale solo perchè non schierato con i potenti del tempo o che i valorosi italiani della Resistenza anti-fascista dei criminali solo perchè contro l'ordine costituito. Chi ragionerebbe così?
E' capitato fin troppe volte che il ribelle fosse dalla parte del giusto e del bene. O sbagliamo?
Ciò non significa che ribellarsi sia sempre giusto.
Fila il ragionamento?

La realtà è che in un paese giusto e democratico deve esistere un modo per far sentire alle persone che sono parte del tessuto economico e amministrativo di quella nazione. UNO (e scrivo uno..... per dire che non è l'unico!!) dei modi è quello di contribuire allo stato tramite tassazione o prelievo fiscale.
Ma esistono molti modi di prendere i soldi con imposte e tasse. Ed esistono livelli diversi di prelevare.

Così donare il sangue è giusto. Simbolo di partecipazione e solidarietà. Ma nessuno dona più di 500 ml di sangue per volta. E non lo fa se non è pienamente in salute. E non lo fa prima che il suo corpo non abbia re-integrato il sangue già donato.
Altrimenti non è solidarietà ma è vampirizzare il donante. E' creargli problemi di salute. O ucciderlo! Se si esagera.

Il paragone pensiamo calzi a pennello. Non credete?
Grazie per l'attenzione.
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