giovedì 9 luglio 2009

La teoria dei giochi: cosa c'entra con il denaro?

Chi è questo signore qui a fianco? Il signore è John Nash, matematico ed economista americano.
Forse qualcuno di voi ne ha sentito parlare attraverso il suo film biografico portato sui grandi schermi dal regista Ron Howard (ex Happy Days e regista degli attuali film "Codice Da Vinci" e "Angeli e Demoni) e interpretato magistralmente da Russel Crowe. Il titolo è "A beautiful mind".

Il signor Nash ha fatto varie cose ma è divenuto celebre per la sua teoria dei giochi. E' un concetto matematico con varie applicazioni, una delle più importanti nel campo dell'economia.
La teoria dei giochi è abbastanza ampia e non ho intenzione di dissertare matematica e logica qui nel blog.

Ma da essa ne estrapoliamo un concetto BASE, e dire che è BASILARE è dire poco.
Questo E' IL CONCETTO base dell'economia: niente di più e niente di meno.

Nash parla di azioni di vari individui e li inserisce nello schema di un gioco. Giocatori, regole e premi finali. I giocatori agiscono in vista di un premio. L'entità e le modalità di conquista del premio modificano le azioni dei giocatori.
L'esempio classico è "il dilemma del prigioniero". Abbiamo 2 prigionieri che si cerca di incastrare. Vengono interrogati separatamente e ognuno di loro non sa cosa farà il compagno. Se un prigioniero confessa, avrà la libertà ma se tutti e 2 confessano avranno entrambi 6 anni.
Si veda un approfondimento di questo concetto nella voce di wikipedia. Poi tornate qui.

Quale è il punto? Il punto è che nell'economia esistono molti di questi fenomeni.
In particolare esiste un concetto di giochi a somma zero e giochi a somma non zero.
Un gioco a somma zero è quasiasi gioco d'azzardo. Qualcuno vince le perdite degli altri.
Una lotteria consiste nel
A) molti mettono dei soldi in un recipiente.
B) pochi, estratti a sorte, si prendono tutti i soldi del recipiente.
Gioco a somma zero. A fine gioco i soldi sono stati re-distribuiti ma nulla è cambiato.
NON VI E' STATA CREAZIONE DI NUOVA RICCHEZZA!

Un gioco a somma non zero è il classico esempio del contadino che prende un pezzo di terra, lo coltiva e ottiene dei frutti o un raccolto di qualche genere.
In questo caso il lavoro+il capitale esistente produce della nuova ricchezza.

L'economia è, FONDAMENTALMENTE, la disciplina che si occupa dei giochi a somma non zero e si occupa proprio di capire come, da ciò che abbiamo in mano, possiamo ottenere nuova produzione e nuova ricchezza.

Sull'economia è nata, la finanza. Do una definizione restrittiva a puro scopo didattivo ma la finanza, oggi come oggi, è diventata la principale disciplina dei giochi a somma zero. Pur partendo dall'economia, ne ha stravolto in senso di base.
E ha portato le persone a pensare che anche in economia viggono le stesse regole dei giochi a somma zero. Cosa che non è.

Prendiamo la borsa. Che si fa?
I titoli salgono e i titoli scendono. Qualcuno guadagna e qualcuno perde.
Ma alla fine della fiera è un semplice passaggio di denaro.
Qualcuno mi bacchetterà dicendo che non è esattamente così, che qui e che là.
Balle!
In finanza è tutto complicato proprio per nascondere l'estrema semplicità della cosa.

E cioè che se tutti ci occupassimo solo di giochi a somma zero moriremmo di fame e di stenti in pochissimo tempo.
Ovvero, se non si coltiva la terra, gli ortaggi e il grano non si producono a Wall Street o a Piazza Affari.

Non è questa un'esortazione a diventare tutti agricoltori. Tutt'altro.
E' una spiegazione del perchè ogni tanto l'economia ha dei tonfi.

Mi potrebbero dare il premio Nobel per questo.
Un principiante che spiega gli andamenti altalenanti di progresso e recesso dell'economia.
E' l'intervento della finanza che causa le crisi.
Se non si produce non si mangia.

E, benchè sembra che la crisi stia venendo assimiliata, non noto cambiamenti strutturali.
Quindi il futuro mi appare per niente roseo.

Ma ne riparleremo.
Grazie per l'attenzione.
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1 commento:

Stefano ha detto...

Anche il signoraggio è un gioco a somma non zero? Non lo chiedo con vena polemica ma solo per capire come funziona, dato che questa non è la mia materia.

Come dici tu, il sistema è abbastanza marcio ma ci si può adattare per cercare di trarne qualche beneficio personale...immagino che lo spirito del blog sia esattamente questo, dato che bisogna giocare con queste regole cerchiamo di impararle al più presto e al meglio.

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