sabato 15 ottobre 2011

E' tutta colpa dell'euro?

Euro, euro, euro.
Euro sta per Europa. Ed è la (ormai) ultrafamosa moneta dell'Unione Europea, messa lì come una sorta di totem per dire a tutto il mondo che l'Europa esiste ed è forte.

L'euro è attualmente in circolazione dal 2002 ed è diventata una moneta che fa parte della nostra vita quotidiana.
Sicuramente con la sua introduzione ci sono stati un pò di assestamenti e il trambusto non è mancato.
Diciamoci la verità?
Quanti di noi hanno pensato che l'euro fosse il colpevole delle traversie economiche e finanziarie che il bello stivale che si allunga nel Mediterraneo passa da ormai un decennio?
Io ho sentito dire spesso "E' tutta colpa dell'euro!" oppure "L'euro ha fatto aumentare tutto!".

Ma quanto sono valide e fondate queste accuse?

Una moneta è sia un metodo di misura che uno strumento di gestione dei rapporti finanziari fra stati.
Quindi, di base, uno strumento di misura non causa alcunchè, essendo un qualcosa di neutro.
Mi spiego.
Se volendo comprare 1 kg di pane, chiedo al panettiere 1 kg di pane e costui mi da 35,27 once di pane, a cosa vado incontro? Mi ha fregato forse? In realtà no, perchè mi ha dato la quantità di pane che ho richiesto misurata con un'altra unità di misura.

Quindi il fatto di pagare qualcosa con le lire o pagarle con gli euro, non dovrebbe cambiare.
Ma qui subentrano degli altri aspetti.
L'adozione dell'euro avviene perchè l'Italia smette di avere una sua politica monetaria e accetta di condividere questa politica con altri stati, tra cui soprattutto la Germania e la Francia.
Spiegare i meccanismi di politica monetaria in un articolo è praticamente impossibile (gli dedicheremo del tempo più avanti!) ma di base la politica monetaria si basa su 2 fatti:
1) la gestione della quantità di moneta circolante.
2) la fissazione del valore della moneta rispetto alle altre monete.

Per un lungo periodo di è cercato di creare un sistema di misura delle monete fisso e agganciato a qualcosa di concreto come l'oro.
Ovvero tanto, tanto tempo fa una moneta aveva un certo valore nominale in base ad un certo valore che derivava dall'oro (quantità di possesso di quello stato di oro). Poi ci furono tempeste e tifoni e l'unica moneta agganciata all'oro rimase il dollaro. Fino agli anni '70 in cui nessuna moneta è agganciata a nessun bene reale. Quindi ogni stato può stampare quanta moneta crede e può dare alla sua moneta il valore che vuole.
L'Italia lo sa bene, visto che più di una volta (prima dell'avvento dell'euro) le nostre autorità hanno ben pensato di svalutare la lira rispetto alle altre monete per sistemare i pasticci interni.
Lo so, tutto difficile, lo comprendo.
Ma c'è un punto che semplifica tutto.
La colpa non è di una moneta ma dei parametri a cui questa moneta di aggancia.
Il problema non è quindi se un euro vale 1936,27 lire o se il suo valore fosse stato di 1000 lire.
RICORDIAMOCI IL METRO DI MISURA.
Il punto è che ora l'economia italiana si è trovata con una moneta che non svaluta e con una moneta molto forte nei confronti delle altre, dollaro in testa.
Così per gli italiani forse è stato più conveniente comprare le cose in dollari ma assolutamente sconveniente per le esportazioni. Che infatti sono crollate.

Quindi è tutta colpa dell'euro? No. Per quanto nel passaggio dall'euro alle lire (troppo-troppo rapido) ci siano stati movimenti di assestamento che hanno causato notevoli danni.
Ne cito solo uno:
lo stato preleva dai suoi cittadini un'imposta chiamata Iva che va in percentuale sui prezzi. Dopo l'euro i costi degli immobili sono schizzati alle stelle. Lo stato ha DRENATO (leggi rubato) da tutte le compravendite una quota di tasse decisamente maggiore rispetto al passato. Soldi che vengono sottratti all'economia reale per essere buttati nel calderone senza fondo della finanza pubblica.

Di chi è la colpa quindi? Qualcuno dice della mancanza di crescita (in parte corretto) e qualcuno dice per l'incredile peso del debito pubblico (in gran parte corretto).
Potremmo parlarne ma lasciamo perdere questo euro.
Grazie per l'attenzione.

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